popolari case atc
Cronaca
Appena 72 sgomberi dall’inizio della pandemia

Le “popolari” occupate costano quasi 2 milioni. E sono 214 nel Torinese

In graduatoria oltre 9mila famiglie sull’intera provincia. Ma le assegnazioni sotto la Mole non arrivano al 10%

Più di venti alloggi “rubati” in poco meno di sei mesi. Se in città le case popolari di cui un abusivo ha preso possesso con la forza passano da circa 190 alla fine del 2021 a 205 di maggio 2022, nell’area metropolitana diventano complessivamente 214 a fronte di una settantina di appartamenti liberati a partire dallo scorso anno. E con un costo non indifferente per le casse pubbliche: alle occupazioni, infatti, corrispondono circa 900mila euro di mancati introiti soltanto dalle utenze di elettricità e gas, oltre ad un piano triennale di manutenzioni per cui Atc ha messo sul piatto un investimento di oltre 800mila euro come “pacchetto sicurezza” fino al 2024. A conti fatti, calcolando anche il mancato incasso dell’affitto e le tasse, quasi due milioni di euro che potrebbero essere destinati ad altre voci di bilancio o costituirne di più esigue, finendo invece a dover dare risposta ad un fenomeno che mostra come la “fame di casa” sia cresciuta anche all’ombra della Mole Antonelliana. Sono 9.609, infatti, le famiglie che hanno chiesto un’assegnazione nell’area metropolitana di cui 6.639 entro la cinta daziaria ma appena 900 le case popolari sfitte, perché in manutenzione o in attesa di un inquilino. Mentre solo dallo scorso anno il Comune di Torino ha cominciato a fare scorrere le graduatorie dell’ultimo bando con circa 700 contratti andati a buon fine. L’aumento delle occupazioni è il rovescio della medaglia se si pensa che, negli ultimi quattro anni, il numero di alloggi occupati è quintuplicato partendo da 41 nel 2018. Da due anni è attivo in Prefettura un protocollo per la prevenzione ed il contrasto dell’emergenza. «L’attenzione delle istituzioni ha comunque permesso di allontanare e accompagnare verso il rilascio spontaneo degli alloggi alcuni nuclei, tant’è che nell’ultimo anno a Torino si è riusciti a recuperare 72 appartamenti» sottolineano dall’Atc che, per quanto riguarda gli alloggi sfitti sta tentando di riconsegnare le chiavi, dopo ogni ristrutturazione, entro due o tre mesi a seconda delle condizioni iniziali dell’immobile e della disponibilità di risorse per le manutenzioni. Ma il problema ulteriore si presenta al momento dell’assegnazione. «La richiesta spesso si scontra con l’inadeguatezza dell’alloggio offerto e questo rallenta le assegnazioni» commenta l’assessore al Welfare del Comune di Torino, Jacopo Rosatelli, che siede al Tavolo sulle occupazioni della Prefettura insieme al collega Fabrizio Ricca. «Piuttosto che continuare a spendere soldi per coprire il costo delle occupazioni – sottolinea l’assessore alla Sicurezza della Regione – dobbiamo trovare il modo di investire le stesse risorse per assegnare gli appartamenti».

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