IL FATTO I 5 tracciati inutilizzabili fino al termine della stagione

Le piste restano chiuse: perizia sui frangivento degli altri comprensori

Verifiche sulle località dal Veneto alla Svizzera per capire se esistono tipi di barriere più sicure

Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il sequestro preventivo disposto dal sostituto procuratore Giovanni Caspani per le piste “Cresta”, “Imbuto”, “27 alta”, “27 bassa” e “27 bis” del comprensorio della Vialattea. Ovvero quelle dove hanno perso la vita l’ingegner Giovanni Bonaventura, nel gennaio dello scorso anno, e la piccola Camilla Compagnucci, 9 anni appena, insieme con le loro dirette diramazioni.

A quanto si apprende, la società che gestisce il comprensorio, la Sestrieres Spa, non ha intenzione di appellarsi alla decisione del gip. Una convalida che, come prima conseguenza pratica, avrà quella di privare la Vialattea di uno snodo vitale ben oltre il termine della stagione sciistica.

Anche perché dopo il suo sopralluogo di venerdì scorso, il sostituto procuratore Giovanni Caspani, oggi affiancato dalla collega Delia Boschetto e coordinato dall’aggiunto Vincenzo Pacileo, ha intenzione di disporre un nuovo approfondimento in incidente probatorio.

Una consulenza comparativa che abbracci l’intero arco alpino, per verificare le tipologie di barriere frangivento – che un ruolo tanto centrale hanno avuto nella dinamica dei due schianti fatali – utilizzate nei comprensori della Lombardia, del Veneto e del Trentino, ma anche delle principali località di Francia, Svizzera e Austria.

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