Tumore anale: il Papillomavirus è responsabile di circa il 90% dei carcinomi. Oggi il webinar dell'Associazione Prevenzione Tumori (foto: depositphotos)
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Le paure del malato oncologico in tempo di Covid: ecco come può aiutare la Psiconcologia

Se ne parla lunedì 19 aprile alle 14.30 a Torino in un webinar organizzato dall’Associazione Prevenzione Tumori
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I malati oncologici hanno nuove preoccupazioni che si sono sommate a quelle già legate alla malattia, e ovviamente la causa è il Covid, lo tsunami che ha travolto una popolazione già molto fragile e che deve fare i conti con nuove battaglie.
Come spiega il Professor Riccardo Torta, Dipartimento di Neuroscienze dell’Università degli Studi di Torino «oltre ad ansia, stress, depressione e paura legate alla malattia, c’è la preoccupazione di contrarre il contagio e la preoccupazione di un rallentamento delle cure dovute allo spostamento di sanitari in aree Covid e alla chiusura di reparti e ambulatori oncologici. La Psiconcologia può aiutare».
Proprio di questo si parlerà lunedì 19 Aprile nel webinar organizzato dall’Associazione Prevenzione Tumori, dalle 14,30 alle 15, che verrà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook ‘Associazione per la Prevenzione e la Cura dei Tumori in Piemonte ODV’ https://www.facebook.com/prevenzionetumori.org

Gli ascoltatori potranno intervenire in diretta formulando domande e trovare le risposte che cercano scrivendo a comunicazione@prevenzionetumori.org
Il link Zoom per partecipare è il seguente: https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN_ImiEa8w5T_K7RbKctpHK8g
La patologia tumorale rappresenta oramai la seconda causa di morte in Europa e in America del Nord, tale incidenza dipende dalla riduzione di mortalità per altre cause (per esempio per il miglioramento globale delle possibilità terapeutiche in ambito medico e chirurgico), dalla maggiore esposizione a fattori favorenti lo sviluppo di un tumore (agenti chimici, fisici, ambientali, alimentari) e da altri fattori (per esempio genetici). A fronte di questo incremento di incidenza dei tumori, la sopravvivenza dei malati con neoplasia si è notevolmente prolungata grazie a diagnosi precoce, miglioramento delle tecniche chirurgiche, il perfezionamento della chemioterapia, le maggiori possibilità tecniche della radioterapia in taluni casi possono essere risolutive, in altri pazienti consentono sopravvivenze percentualmente molto elevate, anche a distanza di anni dalla scoperta della malattia tumorale. Questo lungo periodo di sopravvivenza comporta, molto frequentemente, nuove e importanti problematiche di ordine sia fisico sia psichico (“Psiconcologia, il legame fra psiche e soma”, 3^ ediz.)
Determinante nel recupero funzionale di una persona colpita da tumore, che ha subito una diagnosi di neoplasia, che ha affrontato un intervento chirurgico, che ha superato una chemioterapia e/o una terapia radiante, è l’opera della Psiconcologia, una branca dell’oncologia relativamente nuova nella cultura del nostro Paese.
L’importanza della Psiconcologia nella gestione del malato oncologico, dei familiari e dell’equipe curante è andata crescendo negli anni, sulla base dell’esperienza clinica, maturata nel contesto oncologico, delle molteplici ricerche, anche internazionali, ed è stata sancita da documenti ministeriali. Oggi la figura dello Psiconcologo è una presenza chiave nel percorso di cura e assistenziale del malato oncologico,“un individuo che deve essere aiutato a convivere con la sua situazione, organica ed emozionale, che deve essere portato a un buon livello di qualità della vita, che deve essere reinserito (quando possibile) nel contesto economico, sociale e lavorativo in cui viveva prima della diagnosi: in altri termini egli deve affrontare un processo riabilitativo”[2].
“La Psiconcologia è una branca della Psicologia e della Medicina che si occupa del disagio dei pazienti, familiari e sanitari nel corso di una patologia oncologica – spiega il Professor Riccardo Torta -. La presa in carico di un paziente può essere, a seconda delle necessità individuali, di tipo psicologico, di tipo farmacologico o, più frequentemente, con una integrazione fra i due tipi di intervento. Il percorso che il paziente fa insieme allo psicologo è una presa di coscienza dei propri problemi ed angosce verso la malattia ed una graduale messa in atto delle strategie, emozionali e comportamentali, che consentano un controllo di tali problemi. Dalla presa in carico esistonovantaggi emozionali, riguardanti una riduzione di ansia, stress e depressione, e vantaggi fisici, con un ridotto carico dei sintomi ed anche un miglioramento del decorso e della prognosi della malattia”.
Ricevere una diagnosi di tumore è un momento particolarmente critico sia per la persona sia per i suoi familiari, la comunicazione della patologia da parte del medico e dello psicologo ha pertanto un ruolo importante. “La comunicazione ha delle precise regole – ci tiene a sottolineare il Professor Torta -: la conoscenza della storia individuale del soggetto, l’adeguatezza dell’ambiente, la chiarezza delle informazioni, il tener conto dello stato emozionale del paziente, l’empatia e soprattutto, il rispetto della speranza”.
L’ansia e la depressione sono i principali nemici del malato oncologico e spesso lo accompagnano nel suo percorso di cura. La Psiconcologia entra in gioco di nuovo.
“Gli aspetti emozionali quali ansia, stress, depressione, insonnia, paura interferiscono sia con la qualità di vita, che con la percezione dei sintomi, inoltre influiscono in modo importate sulle difese immunitarie del paziente, comportando rischi di decorso e di prognosi. Il controllo dei sintomi emozionali determina un miglioramento sia del quadro psichico che dei parametri immunitari. E’ ovvio che la prevalenza di ansia e depressione possano variare nel corso della patologia, con un aumento in alcune fasi (comunicazione diagnostica, eventuale recidiva, fase avanzata di malattia) e riduzione in altre fasi (remissione). La Psiconcologia può aiutare a superare questi disturbi stabilendo per ogni individuo una strategia di intervento che tenga conto degli aspetti emozionali, di quelli fisici e di quelli relazionali, creando una rete di supporto al paziente. Nella fase di “guarigione” diventa fondamentale l’aspetto degli interventi riabilitativi che aiutano il paziente ad un recupero delle proprie funzionalità e prospettive”.
Purtroppo, in questa emergenza sanitaria, le paure del Covid si sono aggiunte a quelle già esistenti per la malattia oncologica.
Oltre alla preoccupazione di poter contrarre il contagio esiste la reale preoccupazione di un rallentamento delle cure oncologiche (diagnosi, terapie) dovute allo spostamento di sanitari in aree Covid, alla chiusura di reparti ed ambulatori oncologici. La Psiconcologia può rispondere a tutto questo mantenendo la sua presenza funzionale, quando possibile per i limiti già ricordati, sia di presenza che con interventi a distanza (telemedicina, telefonate) garantendo una disponibilità al supporto in questi momenti di crisi. In questo particolare momento critico – conclude il Professor Riccardo Torta – consiglio ai pazienti oncologici di raggiungere la consapevolezza che il disagio emozionale non è un segnale di debolezza ma una normale modalità di risposta ad una malattia vissuta come fortemente minacciosa. Di ricorrere quindi, quando necessario, al supporto psico-oncologico e di condividere con le persone di fiducia il proprio disagio, e di verbalizzarlo piuttosto che reprimerlo e nasconderlo”.

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