ROl
Cronaca
SAN SALVARIO

«Le nuvole scrivono Rol in cielo e celebrano il suo compleanno»

Sopra la sua casa: un altro mistero nella storia di questo personaggio

Tre lettere. O, almeno, a questo somigliavano le nuvolette che sono comparse in cielo la prima domenica di luglio, ben visibili a pochi passi dall’abitazione di Gustavo Adolfo Rol in via Silvio Pellico a San Salvario. Una decina di giorni dopo la ricorrenza del genetliaco del popolare esoterista nato il 20 giugno 1903 all’ombra della Mole Antonelliana. «La fotografia, come tutte le immagini autentiche, non è chiara, ma la scritta è inequivocabile “Rol”» dichiara Livio Cepollina, che ha raccolto la testimonianza del direttore di Torino Web Tv, Sergio Sapino, a sua volta riuscito a immortalare la “scritta” nel cielo terso del centro città.

«Non c’è alcuna “pareidolia” , ovvero, il desiderio di ricondurre le forme non ben definite, come quelle delle nuvole, a oggetti e scritte che albergano nel nostro subconscio» specifica Cepollina, anticipando ogni possibile obiezione. «C’è scritto “Rol”, punto e basta – ribadisce -. Ed è scritto a pochi giorni dall’anniversario della sua nascita a una manciata di isolati da via Silvio Pellico 31 dove viveva». La fotografia, infatti, era stata scattata quasi per caso dal Ponte Isabella non lontano da Parco Leopardi, dove qualcuno sostiene che si svolgano ancora oggi rituali magici ed esoterici.

Certa è la bizzarria della forma delle nuvole che, anche solo per qualche istante, hanno formato qualcosa di somigliante a tre lettere ben precise: R, O e L, per l’appunto. E la coincidenza a questo punto diventerebbe doppia, visto che sono proprio quelle del cognome del sensitivo, morto a Torino nel 1994. Rol viene riconosciuto da molti come una delle figure spirituali più importanti della storia occidentale, ma anche un vero e proprio mistero dal momento che sul suo conto esistono da sempre racconti di fenomeni paranormali che, nel secolo scorso, la comunità scientifica non era ancora disposta a investigare seriamente per stabilirne realtà.

Sicuramente, secondo chi lo ha conosciuto, possedeva una cultura enciclopedica e la fluente capacità di parlare diverse lingue straniere, ma con la scienza i rapporti sono sempre stati complessi. «Meglio rimanere ignorato da una scienza ufficiale che non è in grado, per ora, di comprendermi – diceva lui stesso – piuttosto che venire meno a quei principi ai quali mi sono sempre ispirato e con i risultati che tutti conoscono».

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