Carabinieri
Il Borghese

Le mani rapaci dei truffatori

Non si può morire nel tentativo disperato di difendere i ricordi di una vita. La notizia mi sconvolge, ma è vera. Un pensionato di 81 anni, Giacomo Lazzarotto, è morto mentre cercava di inseguire due truffatori che si erano infilati nella sua casa ed avevano già in mano un sacchetto con i gioielli.

Un eroe lasciato solo, quest’uomo immigrato dal Veneto con la moglie più di quarant’anni fa e che quella villetta con il piccolo giardino alla periferia di Chieri l’ha costruita con le sue mani. Ma anche la vittima di una criminalità senza scrupoli che sceglie con cura le vittime, le cataloga per età, valuta la possibile entità del bottino e usa ogni metodo per entrare nelle loro case.

Non ladruncoli da quattro soldi come sono stati liquidati troppo spesso certi truffatori che si fanno passare per tecnici del gas piuttosto che per poliziotti, ma banditi veri, organizzati e crudeli. E ieri, a Chieri, ne abbiamo avuto la prova. Giacomo ha lottato con i suoi aggressori, ha strappato dalle loro mani il sacchetto con i gioielli e poi, nel tentativo di inseguirli, è caduto dalle scale ed è morto.

Gli dobbiamo almeno un’inchiesta rapida e una pena esemplare per i suoi carnefici. Ma la questione della sicurezza degli anziani non può finire soltanto con un processo. La gente del quartiere ha paura e noi sentiamo ripetere sempre le stesse parole: le periferie sono abbandonate, siamo terrorizzati. Le istituzioni devono intervenire, creare pattuglie per la vigilanza, se occorre mobilitare i militari. Nascondersi dietro qualche telecamera montata qui e là, non basta più.

fossati@cronacaqui.it

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