giovanna gn
Cronaca
LE TESTIMONIANZE

Le lacrime di feriti e sfollati: «Il botto, poi è crollato tutto»

Giovanna, 84 anni, è stata portata in salvo dai vigili del fuoco

«Prima c’è stato il botto, poi sono venuti giù i vetri e la porta della camera».

Giovanna, 84 anni, parla con un filo di voce mentre esce dal pronto soccorso dell’ospedale di Moncalieri, alle 12 di ieri. S’interrompe per asciugarsi le lacrime. Poi si alza dalla sedia a rotelle e sale in auto per essere portata a casa del fratello. Perché lei non ha più una casa: il suo appartamento si trovava accanto a quello esploso alle 6 di ieri mattina. Entrambi sono stati cancellati e bruciati. E ora sono coperti di macerie: «Non ha più le pareti, è un locale unico» sorride amara la nipote della signora Giovanna, una delle prime ad arrivare sul posto dopo l’esplosione. È stata proprio l’anziana a chiamarla al telefono«Ho sentito un grande botto, poi è venuta giù la porta. Ho pensato che fosse un terremoto. Mi sono alzata, c’erano i vetri per terra e ho visto che fuori era tutto buio. Mi sono messa a gridare ma nessuno mi sentiva. Non doveva succedermi, è stato un momento che non auguro a nessuno». Interviene la nipote: «Io e un vicino abbiamo tentato di entrare per recuperare mia zia ma non riuscivamo perché era pieno di calcinacci e fumo. Io la chiamavo ma lei non sentiva: avevo paura che fosse incastrata sotto le macerie. Alla fine ho detto ai pompieri di andare a tirarla fuori». La signora Giovanna è rimasta lievemente intossicata. Una volta messa in salvo, l’ambulanza della Croce verde di Villastellone l’ha portata in ospedale: «Adesso non so come fare per i vestiti e le medicine» si sfoga ancora l’anziana, con addosso solo la camicia da notte e una coperta. Di certo non potrà rientrare in casa, dichiarata inagibile: «Mezza casa è sventrata e i mobili sono bruciati – riprende la nipote – E meno male che zia dormiva dall’altra parte: era da un po’ che diceva di invertire le stanze dell’alloggio, per fortuna non l’abbiamo fatto. Già così ha visto la morte molto vicina. Il problema è che a Carignano ci sono tanti palazzi che hanno ancora le bombole per cucinare».

Gli altri sfollati, fortunatamente illesi, sono rimasti tutta la mattina davanti al palazzo sventrato. C’è chi è ancora in pantofole, come Michele: «Abito all’ultimo piano – spiega – sono sceso a piedi e lungo le scale c’era l’inferno. Detriti ovunque, porte divelte e al primo piano, seduto sulle scale con l’appartamento in fiamme alle sue spalle, c’era Gonella, il proprietario dell’appartamento esploso. Gli abbiamo urlato di venire via ma non c’è stato verso di farlo muovere: era sotto shock». I più sfortunati sono forse Erika e Alessandro: «Ci siamo trasferiti qui da sole due settimane – spiegano abbracciandosi – avevamo ancora gli scatoloni in casa. Quando è esploso tutto, abbiamo preso la nostra bimba di 3 anni e il cane e siamo scappati: nelle scale c’erano talmente tante macerie che ci siamo feriti alle gambe». Meno danni ma tanta paura anche nella scala vicina: «Il letto ha tremato – racconta Amal – e quello di mia figlia è stato persino sbattuto contro il muro».

LEGGI ANCHE: Fuga di gas in casa: esplosione all’alba, 5 feriti nel palazzo [FOTO e VIDEO]

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo