telecamere giusy
Cronaca
LE INDAGINI

Le immagini di Giusy in bici con il killer: una telecamera ha ripreso il suo volto

Un testimone avrebbe notato la cantastorie accanto a un uomo passeggiare verso il bosco dell’orrore

Se l’era immaginata come una passeggiata romantica, l’ultima di Giusy la cantastorie. Un breve tragitto lungo la vecchia carrettiera in mezzo ai boschi che da Chivasso, attraverso Pratoregio, conduce a Montanaro, suo paese natale. Un uomo l’ha vista, un testimone oculare che potrebbe essere un appassionato di jogging o un professionista, fermo in auto in una piazzola, lì per un appuntamentoGiusy camminava: da una parte le sue mani erano sul manubrio della sua bicicletta, alla sua destra, invece, c’era un uomo, molto, molto vicino a lei. Il testimone li avrebbe notati, ma di spalle, procedere per diverse decine di metri, fino all’incrocio con il viottolo che porta sotto il cavalcavia dove Giusy è stata trovata cadavere, uccisa con tre colpi di pistola sparati in testa. Poteva apparire come una passeggiata romantica e in cuor suo, forse, Giuseppina Arena pensava che lo fosse per davvero. Perché da qualche settimana, almeno secondo alcune testimonianze di vicini di casa, verbalizzate dai carabinieri, Giusy si vedeva con qualcuno. Un uomo di circa quarant’anni, sempre elegante, vestito di scuro che alla Coppina giungeva a bordo di un’auto nera. Appuntamenti fugaci e discreti, ma che non sono sfuggiti in un quartiere dove tutti sanno sempre tutto degli altri. Ma anche un quartiere dove si parla mal volentieri, sia degli affari propri, sia di quelli altrui. Quella passeggiata colma di speranze d’amore, si è poi conclusa con bruta violenza e, cadendo agonizzante al suolo, lo sguardo di Giusy si è appannato; la cantastorie ha scorto solo la sagoma del suo assassino e sfuocati raggi di sole che penetravano tra i rami degli alberi del bosco, come nel finale di un’opera lirica. Il testimone non ha potuto fornire la descrizione del volto dell’uomo che i carabinieri, però, potrebbero individuare presto attraverso i video registrati dalle telecamere di sorveglianza della zona. Una in particolare, posta nei pressi della rotonda dove, arrivando da Chivasso, si può imboccare la provinciale per Montanaro o la via che conduce a Pratoregio. Insomma un passaggio obbligato, da qualunque luogo provenisse il killer. La vecchia telecamera che illumina la rotonda è lì da anni ed è funzione a ogni ora del giorno e della notte, altre, invece, di ultima generazione e installate di recente, ancora non sono state accese. Su questa vicenda in Comune a Chivasso ora fioccano le interrogazioni, «perché se tutte le telecamere fossero state in funzione, l’assassino già sarebbe in galera», spiegano esponenti dell’opposizione della città dei nocciolini. I carabinieri, coordinati nelle indagini dalla procuratrice capo di Ivrea Gabriella Viglione, continuano ad indagare e nelle ultime ore l’attenzione degli investigatori sembra concentrarsi maggiormente su Chivasso, piuttosto che su Montanaro, dove abita Angelo, il fratello di Giusy. Fatto sta che nel “feudo de La Bela Tolera” da giorni non si parla d’altro e una sorta di inquietudine («c’è un assassino in libertà»), comincia a serpeggiare tra la gente. Tant’è che ieri è rapidamente circolata la notizia di due arresti, uno a Verolengo, l’altro in frazione di Castelrosso a Chivasso e si è pensato subito che a finire in manette fossero stati i killer della povera Giusy. Solo nella serata i carabinieri hanno precisato che le due persone fermate nulla avevano a che fare con il delitto e che erano stati arrestati per drogaDire che non vi siano sviluppi nelle indagini non corrisponde a verità, ma è certo che più tempo trascorre e maggiore è la convinzione che ad uccidere Giusy sia stato qualcuno lontano dalla sua cerchia parentale e di amicizie, anche di vicinato. Sullo sfondo, come movente principale, resta quell’eredità ricevuta da mamma Angela e da papà Guerino e divisa, ma non in parti uguali, con il fratello. Un’eredità, oggi si scopre, di cui tutti sapevano e che potrebbe aver spinto qualcuno anche ad uccidere.

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