Paste di meliga
I gusti di una volta
IL PIATTO FORTE

Le dolcissime paste di meliga con burro, zucchero e le uova

Amatissime da Cavour, che le accompagnava a un bicchierino di barolo

La tradizione vuole che Cavour finisse il pasto sempre con due paste di meliga e un bicchierino di barolo chinato. Buon intenditore, il lardelloso Cavour, che amava così tanto un dolce semplice ma gustoso. Quella che in lingua piemontese si chiama pasta ’d melia (pasta di meliga) è un dolce tipico della cucina regionale, un biscotto delizioso preparato con la farina di mais fioretto, che in dialetto piemontese viene detta melia o meliga. Frollini deliziosi, a forma di ciambellina o tondi, hanno il sapore delle buone cose di una volta. Sono tipici della provincia di Cuneo, delle valli di Lanzo e del Biellese, ma ormai si trovano un po’ in tutto il Piemonte, e ogni pasticceria cerca di replicarli.

La ricetta

La ricetta è semplice: l’antico mais piemontese (la meliga, appunto), burro, zucchero, miele, limone e uova. Povero di materie prime, il biscotto di meliga è ricco di sapore e ha una storia che si perde nel Medioevo: sono infatti noti almeno dal XIV secolo. Eh, ma il mais all’epoca non c’era… Non è vero, anche in Europa esisteva una variante di mais, meno produttiva di quella che Colombo portò dall’America. Dunque, è perfettamente plausibile che questi biscottini siano stati prodotti già nel Basso Medioevo, anche se poi l’arte della pasta di meliga è stata raffinata nell’età moderna.

Erano dolci propri, come detto, del Cuneese (e in particolar modo del Monregalese), del Biellese e delle Valli di Lanzo; e in alcuni casi sono diventati dei veri e propri simboli di un paese. È il caso delle paste ’d melia ’d Sant’Ambreus (Sant’Ambrogio di Torino, in Valle Susa) e di Pamparato (biscotti di Pamparato), in provincia di Cuneo. A Barge le paste prendono invece il nome di batiaje, perché la tradizione voleva che venissero preparate quando un neonato veniva battezzato.

Per la grande varietà di biscottini e di tradizioni legate alla pasta di meliga, la Regione Piemonte ha conferito a questo dolce la certificazione di Prodotto Agroalimentare Tradizionale nell’anno 1999. Le paste del Monregalese sono invece un Presidio Slow Food. È consuetudine gustare le paste di meliga con lo zabaione o con un bicchierino di vino passito o di vin santo, o ancora un bicchiere di moscato.

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