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Il Borghese

Le divise dicono basta

C’è ressa davanti alla Prefettura, bandiere che sventolano, fischietti che suonano, mascherine anti gas per coprirsi il volto. Sopra, nei saloni, si sta svolgendo il consiglio comunale, dopo che i calcinacci caduti da un soffitto hanno reso inagibile la Sala Rossa di Palazzo Civico. Sembra una manifestazione come tante. Ma non è così. Perché le sigle sulle bandiere e sul volantino sono quelle dei sindacati di polizia, dei vigili urbani, dei vigili del fuoco e degli agenti di polizia penitenziaria. Manca una rappresentanza dei carabinieri, ma qualcuno dice che anche loro sono lì, idealmente.

Tutti insieme per chiedere che vengano sgomberati subito i campi nomadi, con priorità assoluta a quello di via Germagnano dove i roghi tossici hanno inquinato il terreno e le falde, contaminato le pattuglie del nucleo nomadi e reso un inferno la vita di chi abita le case attorno. Mai capitato prima, almeno a Torino, che siano i rappresentanti delle forze dell’ordine a scendere in piazza per invocare uno sgombero che i cittadini chiedono da più di dieci anni. Il segno di un disagio profondo che lascia intendere come non ci sia più mediazione possibile.

Sottintendendo quasi un aut aut all’amministrazione, lanciato da chi ogni notte rischia in proprio. Per le pietre, le minacce e i rischi per la salute. Un modo, ci pare anche, per sottolineare una situazione che potrebbe deflagrare da un momento all’altro, qualora esplodesse quella rabbia già vista in corso Vercelli e in strada Aeroporto. Loro, i poliziotti hanno visto l’esasperazione della gente e i primi tentativi di assaltare i campi. In sintesi, un messaggio chiaro alla politica: fate presto, noi ci siamo.

fossati@cronacaqui.it

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