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Il Borghese

Le condizioni del banchiere

E dire che ci godevano già una bella giornata, con la libertà di non indossare la mascherina all’aperto, il piacere di vedere le cifre dei vari bollettini di guerra del Covid continuare a scendere, invece ecco che arriva la notizia del Comune che deve aumentare le tasse. Lo fa ritoccando l’aliquota comunale sull’Irpef in maniera progressiva, così che per alcuni l’esborso sarà in realtà una riduzione dello “sconto” sull’Irpef varato da Draghi, mentre per altri, al di sopra di un certo reddito, sarà reale.

Il Comune ha bisogno di soldi, c’è poco da fare. Disavanzo, carobollette, mancati incassi dal principale bancomat municipale – ossia le multe, visto che una robusta quota non viene riscossa per motivi vari e diversi -, le ragioni le conosciamo. E i contributi dello Stato arriveranno, certo, ma subordinati a una condizione – d’altra parte, Draghi è un banchiere e avete mai visto un banchiere sganciare denaro senza condizioni? – ossia quella di ritoccare l’aliquota Irpef.

Così, nella schizofrenia italica, il governo fa la figura di chi rimette denaro nelle tasche degli italiani, i sindaci – perché non c’è certo solo Torino in questa situazione – quella di chi li toglie. L’aspetto interessante è che la giunta sottolinea che «i più abbienti» pagheranno di più e già si sprecano i termini come «paperoni» o simili, quando a 120mila euro annui ci arriva un tranquillo dottore della mutua: certo, non sono pochi, ma i ricchi sono fatti diversamente.

Una «patrimoniale» in salsa italica, dove non si va a colpire i patrimoni, magari quelli “immobilizzati”, quelli grandi, bensì i redditi. Manca, in questo sgranare di situazioni già viste e già conosciute, una roboante dichiarazione di lotta al sommerso, all’evasione, e via dicendo. Sappiamo come è andata e come andrà a finire ogni volta.

andrea.monticone@cronacaqui.it

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