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Spettacolo
LUCA D’ALESSIO OGGI A TORINO

LDA: «Sono me stesso, nessuno ricorda che sono il figlio di…»

C’è sempre una vita prima, durante e dopo “Amici”. Quella di LDA, ovvero, di Luca D’Alessio, classe 2003, terzogenito di Gigi D’Alessio e della ex moglie Carmela Barbato, è stata particolarmente movimentata. Cresciuto a pane musica ha iniziato a cantare all’età di 13 anni, pubblicando nel 2017 il primo singolo di successo, “Resta” ma, tanto per rendersi la vita complicata, ha deciso nel 2022 di entrare ad “Amici” portando sotto gli occhi del grande pubblico il suo pesante cognome – anche se celato dall’acronimo – e le sue capacità. Il risultato per lui oggi è un album, “LDA”, il cui brano, “Quello che fa male”, è nelle prime 50 posizioni di Spotify, e qualche soddisfazione in più guadagnatasi a suon di critiche e pacche sulle spalle, come quelle del maestro Rudy che non ha mai smesso di credere nel suo rap. Amato dai giovanissimi e non solo, LDA oggi abbraccerà i fan torinesi nel firmacopie previsto alle 17 al Mondadori Store di via Monte di Pietà. E sarà un bagno di folla.

È pronto Luca?
«Conosco la città, ma in realtà è la prima volta che ci vengo. Per quanto riguarda le persone, non vedo l’ora di incontrarle e di parlarci».

L’album sta andando bene, i brani si candidano a essere tormentoni estivi, su quale punta?
«Ad essere sincero quando scrivo una canzone non punto a farla diventare un tormentone. Se proprio dovessi puntare su un singolo però, direi “Bandana”, poiché ha un sound e delle parole che richiamano la stagione estiva».

Amici: è stata dura entrare, ancora di più rimanere, cosa è successo dopo la sua uscita?
«Entrare ad Amici è stato come realizzare un sogno per me. Dall’esterno a volte non si comprende la difficoltà della scuola, è molto più formativa di quanto pensassi. Dopo la mia uscita naturalmente sono stato in famiglia e con i miei affetti, poi ho iniziato gli instore e ancora non mi sembra vero ricevere tutto questo affetto. A dicembre poi ci sarà anche il tour, non vedo l’ora».

In trasmissione è stato molto apprezzato, ha avuto ottimi maestri, ma a volte è stato preso di mira per il suo prestigioso papà
«Diciamo che sono abituato fin da piccolissimo all’etichetta di figlio d’arte. Sicuramente non è stato semplice, poiché le parole e le critiche feriscono. Adesso direi che la gente neanche se lo ricorda più che sono “figlio di”, mi sono fatto conoscere come Luca e sento che le persone mi abbiano capito ed apprezzato per questo».

Il consiglio più frequente e importante di Gigi?
«Sii sempre te stesso».

Altri inediti insieme?
«Non penso ne faremo altri».

I suoi riferimenti musicali?
«Sicuramente Justin Bieber e Bruno Mars, ma in realtà ascolto un po’ di tutto, da Sfera Ebbasta a Fabrizio de André, giusto per farvi capire quanto la musica mi piaccia a 360 gradi».

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