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«L’avvocato truffò i clienti»: chiesta la condanna a 5 anni

La difesa: «Ha un disturbo di personalità che crea blackout a intermittenza»

Cinque anni di carcere e risarcimenti da decine di migliaia di euro: solo l’Ordine degli avvocati chiede 67.001 euro perché «il collega Gianluca Bruno ha danneggiato l’intera categoria».

Adesso tocca al giudice Roberto Ruscello decidere se condannare per truffa e patrocinio infedele il legale 45enne, come richiesto dal pubblico ministero Virginie Tedeschi. Così come dovrà valutare le cifre presentate dagli avvocati delle 17 parti civili, che ieri sono sfilati in Tribunale per elencare le colpe di Bruno, residente a Pavarolo ma con studi a Chieri e Torino.

Ci sono accuse di tutti i tipi: i titolari di un’azienda, per esempio, si erano rivolti all’avvocato per assisterli in un contenzioso fiscale. Gli hanno dato 7mila euro in tre fasi ma hanno ricevuto in cambio dei documenti falsi.

Un vicino di casa di Pavarolo gli ha dato 10mila euro perché l’avvocato gli aveva promesso un guadagno del 20% grazie all’acquisto e alla rivendita di sterline. Ma ha rivisto i suoi soldi dopo dopo aver sporto denuncia. Una donna, rimasta invalida al 60% per colpa di un colpo di pistola sparato dal compagno, ha pagato quasi 3mila euro all’avvocato Bruno per ottenere un risarcimento: «Mi ha fatto vedere una e-mail certificata con cui il Tribunale mi faceva avere 496mila euro – ha spiegato la signora in aula, assistita dall’avvocato Antonio Genovese – In realtà non aveva neanche aperto la causa. Eppure sembrava una persona squisita e corretta: mi trattava benissimo». Per la donna c’è stata anche la beffa ulteriore, visto che l’inerzia di Bruno ha fatto scadere i termini per chiedere il risarcimento: «La sua è stata una condotta spregiudicata e senza scrupoli – fa notare il legale che assiste la signora – Tutte le sue vittime erano persone semplici, prede ideali per la sua inconcepibile condotta criminale».

Aggiunge l’avvocato Marisa Ferrero, che assiste l’Ordine: «Il collega ha compromesso la simbolica sacralità del rapporto tra avvocato e assistito, che si affida a un professionista perché stia dalla sua parte. Per questo le condotte del collega sono gravissime e danneggiano tutti noi: chiediamo 67.001 euro come rimborso simbolico per ogni iscritto all’Ordine. I soldi saranno poi devoluti all’associazione Fulvio Croce, che si occupa dei colleghi in difficoltà economica».

Tommaso Calabrò, che assiste Bruno, la pensa diversamente: «Si prendono per buone le dichiarazioni delle persone e si considerano truffe delle azioni che sono soltanto errori. Il collega è stato descritto come l’orco cattivo che ha approfittato dei suoi semplici clienti: non è così, ha detto spesso delle bugie inutili perchè non stava bene. La perizia di una psicologa ha stabilito che ha un disturbo di personalità che crea dei blackout a intermittenza».

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