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Cronaca
LA REPLICA Dopo le polemiche

L’avvocato dell’uomo assolto dallo stupro: «Sentenza giusta»

Ma le donne non ci stanno

«Si tratta di una sentenza giusta perché ristabilisce la verità: si spiegano i motivi per la cui persona offesa non è ritenuta credibile, che non si limitano di certo a uno stato di ebbrezza o a una porta socchiusa». Lo dichiara l’avvocato Andrea Stocco, che difende il giovane assolto dall’accusa di stupro, riguardo al quale si è espressa recentemente la Corte d’Appello, innescando una polemica in ambienti giudiziari e non solo.

A indignare, erano state in particolare alcune espressioni riferite alla parte offesa, una ventenne, il cui atteggiamento era stato descritto come «provocatorio» soltanto perché aveva bevuto e perché aveva chiesto all’amico di accompagnarla in bagno. La «porta socchiusa» della toilette, per i giudici, sarebbe stata «un invito a osare».

«Non mi pronuncio sul linguaggio usato – premette l’avvocato Stocco – ma ritengo che determinati argomenti quali lo stato di ebbrezza della presunta vittima e il comportamento tenuto prima e dopo i fatti nei confronti del presunto colpevole, necessariamente debbano essere oggetto di valutazione in un processo per violenza sessuale».

«Sono stato colpito dalle parole, certo, che non sono tecniche – sottolinea il legale – e avrebbero potuto usare termini un po’ più delicati ed eleganti, ma non vi vedo moralismo». E soprattutto, ribadisce Stocco: «Ritengo che le parole usate non spostino la valutazione corretta che la Corte ha fatto. Se da un lato abbiamo una presunta vittima che deve essere tutelata nella sua sfera personale, da ll’altra abbiamo un presunto innocente che deve avere il diritto di difendersi».

Secondo il legale, la sentenza sarebbe giusta perché il suo assistito sarebbe innocente, mentre, dall’altra parte, sarebbero state fornite versioni «con incongruenze e contraddizioni, che già in primo grado erano state rilevate, ma il tribunale le aveva definite di poco conto». «I giudici – conclude la difesa – hanno ben compreso alcune circostanze che erano state sottovalutate dal gup, ribaltando una sentenza di primo grado che rischiava di rovinare la vita di un giovane ragazzo».

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