Gli spacciatori acquistavano e consumavano sul posto panini e bevande per non perdere eventuali clienti
Il Borghese

Lavoriamoli ai fianchi

Non è la prima volta che i carabinieri arrivano in tram per sorprendere gli spacciatori: era già successo dodici anni fa, sempre al Valentino e, curiosamente, sempre con lo stesso magistrato a coordinare l’indagine. All’epoca il blitz scattò di notte, questa volta in pieno giorno, di domenica pomeriggio, in mezzo alla gente che passeggia.

Un’ottima tattica anche per mostrare ai cittadini che la volontà di liberare le aree in mano ai criminali c’è. Ma gli stessi cittadini ci segnalano poi che i pusher non hanno abbandonato il parco: ieri non c’erano alla “collinetta del fumo”, ma erano altrove, in un’altra zona del Valentino. Magari si spostavano velocemente per evitare di essere individuati dal presidio delle forze dell’ordine, perché ovviamente non si può essere dappertutto e non si può blindare un parco pubblico.

E poi per tenerli dentro, quando li si ferma, occorrono prove schiaccianti, quindi serve tempo per raccoglierle. Quanto agli spacciatori, la questione è sempre la stessa domanda e offerta: se un blitz spazza via i pusher, c’è di sicuro chi si premura di mandare truppe fresche a rimpiazzare le povere vittime di un “infortunio sul lavoro”. Perché un’organizzazione c’è di certo, se qualcuno aveva cura anche di mandare il pranzo al sacco ai propri “funzionari commerciali”, di modo che proseguissero con l’orario continuato. Abbiamo visto, quindi, che certi metodi funzionano: l’importante è continuare a usarli, un martellamento. Certi incontri non si vincono con il colpo da Ko, ma lavorando ai fianchi l’avversario.

Twitter @AMonticone

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo