immagine
News
I fondi scarseggiavano e il Comune preferì non realizzare il canale scolmatore

IL CASO. I lavori anti-alluvione saltati 3 anni fa per l’aria condizionata del tribunale

Il canale scolmatore, l’opera idraulica che servirebbe a mettere in sicurezza dal Po l’asse di corso Savona e alcune borgate come Borgo Aje e Borgo Vittoria, finite sott’acqua  nell’alluvione di fine novembre, doveva essere costruito nel triennio 2011-2014.  ’amministrazione comunale dell’epoca però, decise di stralciare l’intervento, decidendo
di investire il denaro in altre opere: tra cui l’impianto di condizionamento del tribunale (poi chiudo dopo un anno) e le barriere antirumore di corso Trieste, su cui oggi aleggia l’abbattimento. Se il canale ci fosse stato, Borgo Aje e Borgo Vittoria avrebbero potuto
salvarsi dalla piena. Nel 2011 l’allora giunta targata Roberta Meo delinea, come fanno
tutti i Comuni, il piano delle opere pubbliche triennale (2011-2014) e annuale. In quell’elenco il canale scolmatore risultava, assieme a tante altre opere su strade e scuole. Il costo del progetto preliminare era segnato in 4 milioni 600mila euro, ma per il 2011 vennero inseriti poco più di 1 milione 761mila euro. Nel piano triennale i soldi per l’opera ammontarono a
2 milioni 961mila euro, sempre meno del necessario. Qui l’opposizione di centrodestra raddrizza le antenne: «I piani non devono essere libri dei sogni. Si fanno se ci sono i soldi». È il consigliere di Forza Italia Stefano Zacà che a quel punto manda il tutto all’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, per chiedere se sia normale inserire progetti in un piano
annuale senza copertura. L’Autorità ci mette un po’ a rispondere: due anni. Nel frattempo del canale scolmatore nemmeno l’ombra. La risposta dell’Autorità non dà spazio a dubbi: «L’inserimento di u n’opera nel piano triennale esprime un indirizzo politico. L’inclusione nell’elenco annuale, certifica la compatibilità dell’intervento con il bilancio previsionale dell’Ente. Per lavori al di sopra del milione di euro è necessaria l’approvazione del progetto
preliminare». «Un’approvazione che non c’è mai stata», sottolineò Zacà. Una volta che il Comune ricevette la risposta dell’Autorità, l’amministrazione decise, per rientrare nei parametri “c o n si g l i a t i”, di stralciare alcune opere. Tra le quali, per l’appunto, il canale scolmatore: «L’assenza di pronuncia sulla concessione o meno del finanziamento regionale – spiegherà in un documento l’assessore al Lavori Pubblici dell’epoca Dario Drigo -, per concorrere al quale era stato redatto il progetto preliminare del canale scolmatore, ha
portato a concludere per l’irrealizzabilità dell’opera, tenuto conto delle disponibilità finanziarie e della valutazione costi/tempi di esecuzione dei lavori». «È dal 1993 che si sente parlare di quest’opera – spiega Beppe Osella, FdI -, forse è il caso che si metta come priorità, lasciando in secondo piano le feste».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo