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COLLINA

Lav, appello alla Città Metropolitana: «Spostate dal parco quei 5 cinghiali»

Francone: «Troppi contatti con gli esseri umani, quando cresceranno diventerà un problema»
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La mamma potrebbe essere morta, forse vittima di un cacciatore. E così da giorni cinque cuccioli di cinghiale sono diventati l’attrazione della collina. Tra strada San Vito Revigliasco e la Maddalena capita di incontrarli, magari a spasso per i boschi. Sono soli, inoffensivi, affamati e fanno quasi tenerezza. Di sicuro il metodo migliore per vederli a vicino è quello di tirare fuori del cibo. Come è accaduto a Pasquetta dove gli ungulati sono andati anche a contatto con i bambini. Una storia curiosa che per la Lav potrebbe anche trasformarsi in un problema. Non a caso è un partito un appello alla Città Metropolitana che sta cercando di trovare una soluzione al caso. «Abbiamo fatto dei sopralluoghi – racconta l’attivista Marco Francone -, perché siamo un po’ preoccupati. Quei cinque cinghiali non vanno alimentati, sentono l’odore del cibo e si avventano contro chi fa i pic-nic per mangiare. Oggi sono piccoli ma un domani la situazione diventerà ingestibile a causa della loro mole. Cosa succederebbe se uno degli animali, inavvertitamente, dovesse avere una reazione imprevista?». Sempre secondo la Lav gli animali andrebbero catturati e spostati in un’area protetta. Lontano dagli esseri umani. «Magari verso il parco della Maddalena – continua Francone -. Di sicuro vorremmo che non venisse fatto loro del male». L’emergenza Da mesi, i cinghiali attivi in collina sembrano molti di più di un tempo. Lo dimostra l’aumento delle segnalazioni. Il più delle volte sono intere famigliole a spasso vicino alla strada, ma capita anche di trovare qualche animale solitario vicino ai portoni delle case. Il piano di contenimento del cinghiale sul territorio della Città Metropolitana, attivo dal 2019, ha già portato alla luce numeri emblematici ma in epoca Covid si è rallentato notevolmente. Tuttavia si segnalano gli oltre 1.200 incidenti tra auto e ungulati. A cui sono seguite, fino al 2018, un alto numero di richieste di risarcimento danni. Polemica che non riguarda solo Torino. Anche nel Chivassese, gli avvistamenti si sono moltiplicati. Diventando un incubo per gli agricoltori. Inoltre in collina, a cura della Lav, sono anche comparsi dei manifesti che invitano eventuali turisti e curiosi di passaggio a non toccare e a non dar da mangiare agli animali selvatici.

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