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Cronaca
CUORGNÈ

L’autista del killer di via Ormea torna in Italia da clandestino

L’uomo è stato sorpreso dai carabinieri in un appartamento canavesano

Aveva partecipato a una spedizione punitiva finita con un omicidio e per questo era stato condannato a 10 anni di carcere. Ad aprile, una volta scarcerato, era poi stato espulso dall’Italia ma lui è tornato clandestinamente, scegliendo ancora la provincia di Torino come sua “dimora”. È stato però scoperto e arrestato dai carabinieri di Cuorgnè.

Altin Arapi, albanese di 41 anni, la sera del 18 maggio 2014, in via Ormea a Torino, guidava la Fiat Punto da cui scese un suo connazionale, Kujtim Avdul, armato di pistola, che fece fuoco contro lo spacciatore 34enne senegalese Alioune Sylla. All’opera quella sera c’era un vero e proprio commando, composto da almeno sei albanesi riusciti a scappare ma poi finiti, uno dopo l’altro, tra le mani degli investigatori. All’origine della sparatoria in strada, secondo quanto poi ricostruito, ci sarebbe stata la volontà degli albanesi di “difendere” una prostituta che lavorava per la loro organizzazione dalle “attenzioni” poco gradite degli spacciatori africani con cui condivideva il marciapiede. In pratica, una guerra per il controllo della zona. Arapi, poi condannato a 10 anni, fu arrestato a Nichelino insieme a tre dei componenti del commando.

I carabinieri della compagnia di Ivrea sono intervenuti su segnalazione di alcuni residenti della zona di Cuorgnè e hanno trovato il 41enne in un alloggio della cittadina. L’arresto è stato convalidato nell’udienza di mercoledì al tribunale di Ivrea e per l’albanese sono stati disposti gli arresti domiciliari nell’appartamento in cui è stato trovato, in attesa dell’udienza del rito direttissimo che si terrà il prossimo 12 gennaio con l’accusa di essere rientrato illegalmente sul territorio nazionale.

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