L'arresto del latitante torinese.
Cronaca
‘NDRANGHTA IN PIEMONTE

Latitante torinese acciuffato in Bolivia con un biglietto aereo per Madrid: preparava un’altra fuga [FOTO E VIDEO]

Antonio Rao, 67 anni, era ricercato per droga e violenza sessuale ai danni di una minorenne. Indagati tre fiancheggiatori tra Rivalta e Piossasco

E’ finita in Bolivia la fuga di Antonio Rao, 67enne di Rivalta, pregiudicato, ricercato per droga e violenza sessuale. Gli uomini della squadra mobile di Torino e quelli del servizio centrale operativo, entrati in azione con la collaborazione dello Scip (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia), lo hanno acciuffato a Santa Cruz de la Sierra, in un’abitazione signorile non lontana dal centro città.

PASSAPORTO FALSO E BIGLIETTO PER MADRID
Al momento dell’arresto, risalente allo scorso 2 dicembre, il latitante aveva un passaporto falso, intestato a un italiano nato in Argentina che ne aveva denunciato lo smarrimento, e un biglietto per Madrid prenotato, con nome falso, per il 15 dicembre. Stava preparando una nuova fuga?

BECCATO ANCHE UN ALTRO LATITANTE
Con Rao, nato ad Anoia (Reggio Calabria) ma residente nel Comune torinese, la task-force della polizia, nell’ambito dell’operazione “Wanted“, ha arrestato anche un altro ricercato. Si tratta di Joseph Michel Bernard Dalmasso, francese 62enne, originario di Saint Laurent Du Var (Francia). L’uomo è stato beccato lo scorso 14 settembre in Brasile, a Pindoretama, località costiera nei pressi della città di Fortaleza.

LE PENE DA SCONTARE
Il calabrese di Rivalta, destinatario di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il 20 giugno scorso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Torino, deve scontare dieci anni di carcere per violazione della legge sugli stupefacenti e violenza sessuale su minore di anni 18; Dalmasso, a sua volta destinatario dell’ordine di carcerazione emesso il 26 novembre del 2015 dalla Procura Generale della Repubblica di Torino, deve invece scontare la pena di 5 anni e 7 mesi di reclusione per per droga.

L’OPERAZIONE REWIND
Rao e Dalmasso erano già stati coinvolti, nel 2012, in un’operazione antidroga condotta nel 2012 dalla squadra mobile di Torino denominata in codice “Rewind“, che aveva consentito di disarticolare un sodalizio criminoso dedito all’importazione di ingenti quantitativi di cocaina. In quell’indagine, secondo quanto emerso dall’attività d’intelligence, Rao sarebbe stato il tramite tra i trafficanti brasiliani e quelli italiani. Tra le persone finite in manette nell’ambito di “Rewind” figuravano anche personaggi di spicco appartenenti alla ‘ndrangheta radicata in Piemonte.

VIOLENTO’ UNA MINORENNE
Secondo gli inquirenti, Rao, una volta scarcerato, si rese responsabile anche di violenza sessuale ai danni di una minorenne di origine romena costringendola con la forza ad assumere cocaina. Dalmasso, invece, fu affidato ad una comunità di recupero dalla quale però si diede alla fuga.

INDIVIDUATI I FIANCHEGGIATORI
Le indagini che hanno portato alla cattura dei due latitanti in Bolivia e Brasile, coordinate dalla Procura Generale della Repubblica di Torino, hanno consentito anche di individuare la rete di fiancheggiatori che, dalla provincia di Torino, hanno favorito Rao nel mettere in atto la fuga pochi giorni prima che venisse emesso il provvedimento di carcerazione dalla Corte di Cassazione.

COMPLICI A RIVALTA E PIOSSASCO
In particolare sono stati indagati per favoreggiamento 3 persone: due donne ed un uomo, tutti abitanti tra i Comuni di Rivalta e Piossasco della cintura torinese che, oltre ai congiunti, hanno, con le loro azioni, non solo eluso le investigazioni tese al rintraccio del 67enne, ma lo hanno di fatto accompagnato in Spagna da dove poi si è diretto in Bolivia. Durante la sua permanenza in quello Stato gli hanno, inoltre, procurato ed inviato il denaro necessario al suo sostentamento.

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