Spacciatore pusher giornale ok via montanaro
Il Borghese

L’arroganza dell’impunità

Per riassumere questa cattiva novella, potrei scrivere così: spacciatori violenti, poliziotti indifesi. La sintesi di ciò che accade ogni notte, quando, anche nel centro della città, si ingaggia la solita lotta tra delinquenti e forze dell’ordine. Con un’aggravante non da poco: i pusher sono diventati violenti, ingaggiano battaglie vere e proprie con gli uomini delle volanti, usano bastoni e tirapugni, qualcuno addirittura cerca di mettere mano al coltello. Dai mattinali della questura emerge un dato sconcertante: le aggressioni e gli episodi di resistenza ai controlli si sono moltiplicati negli ultimi mesi. Tanto che da dicembre a oggi ne sono stati contati più di cento.

Con 29 poliziotti finiti al pronto soccorso, 19 con lesioni. Lo specchio di una Torino violenta che ha visto non solo il moltiplicarsi delle fila degli spacciatori, ma anche l’offerta di droghe sempre più pericolose. In particolare il crack ceduto a prezzi bassissimi, insieme all’eroina. Persino l’erba subirebbe trattamenti per rendere più pericolosi gli effetti. È evidente che qualcosa è cambiato in questo mondo sotterraneo, a cominciare da una impunità di fatto che deriva dalla scarcerazione praticamente immediata dopo l’arresto che ha fatto aumentare – anche grazie all’uso del crack -l’aggressività dei singoli.

Che non scappano più a gambe levate quando arriva una volante, ma ingaggiano battaglia per difendere la roba. E non arretrano più, forti del gruppo di complici che copre loro le spalle. Un’emergenza nell’emergenza che viviamo con il Covid e che richiede interventi immediati. A partire dalle scarcerazioni a ciclo continuo e all’inadeguatezza delle pene. Debolezze antiche che hanno insegnato ai delinquenti la fragilità di un sistema che va riformato, prima che le nostre strade diventino off limits per i cittadini onesti.

fossati@cronacaqui.it

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