Giuntoli
Politica
LE ELEZIONI Massimo Giuntoli, ex presidente dell’Ordine di Torino, va a Roma da Boccia

L’architetto ora si candida per Pd e M5s. Ma i dem frenano: «Non era di destra?»

Nel presentare la sua candidatura a sindaco, ha proposto un dossier sulla città e un sondaggio in cui riporterebbe il sentiment dei quartieri al voto
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È di ritorno da Roma, l’architetto Massimo Giuntoli quando risponde al telefono per parlare della sua candidatura per Torino. Si è da poco concluso l’incontro con il responsabile degli Enti locali Francesco Boccia, a cui l’ex presidente dell’Ordine degli architetti di Torino ha presentato un maxi dossier, composto da 200 slide e un sondaggio a sostegno della sua candidatura civica e allargata, che va dal Pd al M5s, non escludendo nessuno dei partiti della coalizione del centrosinistra.

«Giuntoli? Dai giornali avevamo appreso della sua disponibilità a correre per il centrodestra» ricorda Daniele Valle, coordinatore della segreteria metropolitana del Pd. «Il fatto che abbia cambiato schieramento conferma la capacità attrattiva della nostra coalizione. Di centrosinistra» conclude. Una doccia fredda per Giuntoli, che fino a pochi mesi fa si vociferava fosse prossimo a entrare nella lista del candidato di centrodestra Paolo Damilano.

Fiero del programma politico costruito in giro per i quartieri e del sondaggio sul sentiment torinese (diviso per circoscrizioni, temi e intenzioni di voto e fatto su 9mila persone utilizzando intelligenza artificiale ed open data), Giuntoli si è presentato da Boccia. Introdotto, secondo quanto si apprende da fonti romane, dall’onorevole Davide Gariglio (Pd). «Ho ricevuto una persona così come ne ricevo tante ogni giorno interessate a dare un loro contributo di idee sulle città» getta acqua sul fuoco l’onorevole Boccia, che martedì prossimo incontrerà i segretari del Pd metropolitano Mimmo Carretta e regionale Paolo Furia, per discutere della candidatura torinese.

«Per noi non cambia nulla rispetto ai programmi che abbiamo ipotizzato – assicura ancora Boccia -. Martedì tireremo le somme con Carretta, Furia e con il segretario Letta sul lavoro istruttorio fatto in queste settimane su Torino». L’ipotesi più accreditata al momento è che Giuntoli possa correre durante le primarie di coalizione come incarnazione della sintesi auspicata da Roma tra Pd e M5s, in contrapposizione al candidato favorito dei dem, Stefano Lo Russo.

La notizia della candidatura a sorpresa di Giuntoli corre veloce nella chat dei dirigenti del Pd e anche gli altri membri della coalizione vogliono dire la loro. «Dopo l’ipotesi Marchisio e il valzer di nomi di questi mesi ecco spuntare un’altra candidatura» scrivono in una nota i Moderati Giacomo Portas, Carlotta Salerno e Silvio Magliano. «Non siamo mai stati fervidi sostenitori delle primarie, ma piuttosto che proseguire in questo stillicidio forse è il caso di farle e uscire da un’impasse che di fatto permette a chiunque di proporsi».

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