Telecom
Il Borghese

L’apprendista super qualificato

Il posto fisso è diventato un miraggio, non esiste più, se non in qualche isola felice statale o parastatale. Dovevamo capirlo già qualche anno fa, quando la parola d’ordine era diventata “flessibilità”, tralasciando le battutacce sulle posizioni da adottare per riuscire a barcamenarsi in un mondo del lavoro che stava cambiando alla velocità della luce, mentre i sindacati erano impegnati in una strenua battaglia per mantenere privilegi vecchi di decenni e in odore di naftalina.

Così oggi gli annunci di “ricerca apprendisti con esperienza” che si vedevano qualche anno fa non strappano nemmeno un sorriso amaro. Se era difficile pensare di riuscire a trovare un’occupazione dopo un diploma o una laurea senza avere, appunto, esperienze lavorative, oggi l’asticella è stata spostata ancora più in alto.

Gli apprendisti, infatti, devono essere molto qualificati e avere competenze precise. Come quelli che ricerca la Telecom con il suo piano di esodo e assunzioni. A casa 100 dirigenti e 7.500 dipendenti con almeno 58 annidi età e 38 di anzianità aziendale (e quindi con buoni stipendi) e spazio a duemila giovani con molte meno pretese sul piano della retribuzione.

Contratti low cost del cosiddetto “apprendistato professionalizzante” ma mansioni di tutto rispetto, visto che una parte dei nuovi assunti (si fa per dire) dovrà essere composta di big data scientist e analyst, sviluppatori di applicazioni e di software per servizi innovativi, di progettisti di rete virtuali e di specialisti nell’assistenza al cliente via social.

Nulla di nuovo sotto il sole, per carità. Prima di Telecom anche la Rai ha cominciato a dare la caccia agli apprendisti. Sì, la Rai, quella del canone “forzato” con la bolletta della luce.

deferrari@cronacaqui.it

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo