L’amore non aspetta

Gli adolescenti sono gemme in sboccio, pieni di linfa, curiosità e paure. Belli e delicati come tutti i boccioli, hanno una sensibilità esasperata che li fa gioire e soffrire oltremisura per un nonnulla. Mio nipote Marco (16 anni a luglio), è tra loro, ed io ho l’enorme fortuna di potermi occupare in parte dei suoi studi, dandogli lezioni di arte, italiano, storia, filosofia. Approfondisco così il rapporto con lui, e ho anche l’occasione di ripassare materie che giacevano polverose nelle cantine della memoria. Frequenta il liceo artistico, Marco, ma studia su libri che sarebbero stati un lusso anche per noi del classico, 50 anni fa, pieni di neretti, note a margine, specchietti, box informativi, foto, cartine, approfondimenti, quiz a fine capitolo, esercizi. Una meraviglia. Purtroppo i docenti non sono tutti all’altezza di quei testi. Ma una gli era capitata, quest’anno. Una prof di italiano giovane, bravissima, intelligente e carismatica, che riusciva ad affascinare tutta la classe con le sue lezioni. I suoi appunti su Dante appassionavano anche me. Bèh, ieri se n’è andata. Si è messa in aspettativa per raggiungere il moroso, in Irlanda per lavoro. Ieri, all’ultima lezione, ha regalato ad ogni allievo un libro. Molti, tra cui Marco, ricevendolo hanno pianto. Quando me l’ha detto, mi son chiesto quanto possa essere grande l’amore della prof da non poter aspettare tre mesi e chiuder l’anno. Ma non lo saprò mai. Era nei suoi diritti, e lei ha scelto. Non mi resta che cercare di volgere a vantaggio la ferita dicendo che serve a capire che nulla nella vita è scontato, specie le cose belle. Ma è facile da dire, per un tronco. Spiegatelo a un bocciolo.

collino@cronacaqui.it

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