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Il Borghese

L’amaro valzer delle promesse

Potrebbe trovare posto nel canovaccio di un gruppo di teatranti questo rincorrersi di promesse che poi finiscono per essere vane, o quanto meno fuori tempo, che ci arrivano dalla tivù o con le conferenze stampa, rigorosamente on line. L’esempio dei banchi con rotelle “garantite” per settembre e poi arrivate lunedì in una scuola del torinese alla vigilia del “tutti a casa madama la marchesa”, è come la ciliegina sulla torta della scuola condita con la panna acida, tra polemiche, contagi (mica si sa quanti sono gli studenti e i prof risultati positivi…) e chiusure a metà o totali. E fa il paio con i tamponi rapidi, garantiti con consegna certa in farmacia e per ora fermi (se è poi vero) nei magazzini in attesa di volonterosi infermieri che non si trovano manco per gli ospedali. E non parliamo dei soldi per le imprese, quei 25 mila euro che le banche avrebbero dovuto distribuire ricalcando l’immagine del seminatore che sparge la semente a piene mani e invece sono rimaste chissà dove. Visto che su 400 milioni promessi dal governo ne sono stati erogati poco meno del 20 per cento. Potrei continuare con le mascherine (tra parentesi, adesso se le pagano i cittadini) proprio come il gel sanificante e le visiere. Ma c’è un fatto che mi ha colpito ieri pomeriggio in quel di Porta Palazzo, l’affollamento da carro bestiame sui tram della linea “4”. Una tale follia quell’intrico di corpi, di borse e di braccia da indurre il povero tranviere a chiedere l’intervento della polizia. Proprio come in un sabato qualunque di un anno fa, quando il Covid per noi era ancora uno scomodo segreto. Il segno che “dimezzare” i posti sui mezzi pubblici per ridurre l’affollamento sono state parole a vanvera. La verità è che i mezzi sono pochi e la gente, bene educata o meno, fa quello che può. E che la politica, dal governo in giù le spara grosse come si fa per tenere buoni i bambini quando fanno i capricci. Ma qui i bambini non c’entrano. C’entra la salute di tutti e di battute da teatranti ne abbiamo a sufficienza.

fossati@cronacaqui.it

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