Dora Riparia
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La città di una volta

L’altro corso della Dora Riparia: così fu raddrizzata in un secolo

Il fiume cambiò percorso per permettere l’urbanizzazione

Uno dei cambiamenti più significativi della storia di Torino è avvenuto senza che i contemporanei quasi se ne accorgessero. Al punto che, oggi, nessuno può immaginare che la geografia di una considerevole parte della città (la prima periferia Nord, specie l’area di corso Belgio) fosse totalmente diversa da quella odierna. Il motivo? La Dora Riparia aveva un altro corsoUn corso più sinuoso, tortuoso, che rendeva difficoltoso superare questa barriera naturale. Torino avrebbe dovuto investire in ponti monumentali, che con le frequenti piene del fiume potevano crollare. Così, la Dora fu “rettificata”. Il processo di raddrizzamento della Dora impegnò il Comune per un secolo circa: tratti del fiume furono modificati per permettere l’urbanizzazione più regolare, creando di fatto i quartieri di Vanchiglietta, San Donato e Lucento così come li conosciamo oggi.

Inizialmente, si pensò di modificare il tratto terminale del fiume, che sfocia nel Po: infatti, lo sviluppo edilizio del quartiere Vanchiglia risultava impedito dai meandri della Dora. Il Comune, ad inizio Novecento, aveva una serie di soluzioni, tra le quali vi era anche quella di realizzare un grosso porto fluviale alla Colletta – alle spalle del cimitero – che non fu mai realizzato. L’inalveamento della Dora, tuttavia, sembrò la soluzione più economica e funzionale: un porto, per quanto grosso, non avrebbe comunque ripagato della spesa. Si presero in mano i progetti che giacevano in Comune da almeno cinquant’anni e finalmente si prese una decisione: la Dora avrebbe cessato di lambire il perimetro del nuovo camposanto (che rischiava davvero di finire sott’acqua alla prima alluvione!) e si sarebbe gettata nel Po con un percorso più lineare, permettendo l’ampliamento del cimitero e, contestualmente, garantendo la sicura urbanizzazione di Vanchiglietta.

Il progetto ebbe due fasi operative, nel 1889 fu approvato ma il piano regolatore ottenne il via soltanto nel 1908; la guerra mondiale ci mise lo zampino, così passarono altri anni ed infine il progetto fu ri-approvato e poté partire nel 1919, per concludersi nel 1930. In sostanza, si andò ad eliminare una lunghissima ansa che impediva ogni espansione del cimitero; anche borgo Rossini fu avvantaggiato dalla modifica al corso del fiume, perché si ricavarono ben tre isolati.

Negli anni Trenta fu anche sistemato il tracciato della Dora Riparia al parco della Pellerina: risalgono a quest’epoca due dei tre ponti pedonali del parco, che all’epoca non era ancora stato costituito. Va detto che anche altri tratti della Dora sono stati modificati, in epoca antica. La doppia ansa a forma di “S” dove sorge l’ospedale Amedeo di Savoia è frutto di una modifica del tracciato del fiume del XV secolo, opera della potente famiglia dei feudatari Scaravelli che, in tal modo, intendevano proteggere i propri possedimenti agresti.

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