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IL REPORTAGE. Gli ospedali presi d’assalto dai senzatetto

L’ALTRA TORINO. Tra rabbia e miseria: la notte degli ultimi nei pronto soccorso

Al Martini si bivacca e ci si azzuffa tra barboni Alle Molinette ci si rintana a dormire nei bagni

Quando non si possiede niente ci si contende tutto, nella sala d’aspetto di un pronto soccorso che diventa rifugio. E ti litighi anche l’aria che entra da una finestra. «Puzzi peggio di un cane morto, spostati che la corrente fa arrivare il tuo odore schifoso ovunque. Mi stai puntando il dito contro? Levalo subito, sennò te lo spezzo».

Tanfo di urina, di alcol, di pelle che non vede una doccia chissà da quanto tempo: un mix nauseabondo. Basta varcare la porta scorrevole e, in un attimo, si è avvolti da un’aria fetida. Ovunque, in ogni angolo, occhi stanchi e affaticati cominciano a osservare il nuovo ospite. Un rapido controllo, poi qualcuno torna a raggomitolarsi sulla sua sedia, avvolto sotto una coperta lercia. Altri proseguono nei loro bisticci, stuzzicandosi a vicenda. «Ma quanto è che non ti lavi?». «Pensa agli affari tuoi, pagliaccio». E avanti così fin quando il sonno non prende il sopravvento, mettendo tutti a tacere.

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