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Il Borghese

L’altalena del Covid

Più Covid, meno Covid. Meno ricoveri, più ricoveri. Calano i morti, no aumentano. Si allenta la pressione sulle strutture sanitarie, però i medici sono allo stremo. Zona rossa e zona arancione, riapriamo i negozi «ma non andateci, non riempite le strade». Natale in famiglia, contrordine: si festeggia da soli. Niente montagna, invece sì ma solo per chi ha una casa o va in hotel. Gesù Bambino nasce a mezzanotte ma va bene anche due ore prima. Tutti gli indicatori sono in calo, «ma sarà comunque un Natale Covid» e in ogni caso «la pandemia durerà ancora un anno mezzo». Siamo su un’altalena, anzi su montagne russe emotive che mettono a dura prova chiunque. Le notizie si susseguono nel corso delle giornate e ciò che era buono al mattino è quasi una catastrofe al pomeriggio, o viceversa. Sarà forse per questo che non si canta più sui balconi, che non si espongono striscioni con arcobaleni e la scritta «andrà tutto bene», perché questa seconda ondata ci sta mettendo tutti alla prova, più duramente di quanto accaduto nella prima. Forse perché era primavera e si voleva essere ottimisti, ci si sacrificava pensando a un risultato da cogliere. Oggi di fronte abbiamo un inverno freddo e incerto e quasi tutti ci ripetono che la terza ondata sarà inevitabile: quanto sarà grave, o devastante, dipende solo dal comportamento di noi cittadini. Ossia quelli ai quali un giorno si dice «bravi, siete responsabili» e quello dopo si rimprovera la leggerezza. Sarà pur vero che nessuno si salva da solo e ciascuno deve fare la sua parte, però signori, tra tagli alla sanità e mancato incremento dei bus, bandi ritardati e ristori che arrancano, non è che voi ci abbiate reso la vita più facile…

andrea.monticone@cronacaqui.it

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