alpini allerta combattere
Cronaca
ESERCITO ITALIANO

L’allerta: «Addestrarsi a combattere»

Una porta aerei e gli Alpini in Norvegia, mentre arriva l’ordine del Capo di Stato Maggiore

Una nave italiana e gli Alpini sono partiti per la Norvegia per un’esercitazione militare Nato: la “Cold Response 2022”. Il più grosso schieramento interforze dagli Anni 80, con 30mila soldati, 220 aerei e più di 50 navi delle Forze Armate di 25 nazioni. Per l’Italia ci sono l’incrociatore aerotrasportato “Giuseppe Garibaldi” e un’aliquota di Alpini del 3° Reggimento di Pinerolo. Un’esercitazione prevista da otto mesi e che, spiegano fonti Nato, «nulla ha a che vedere con il conflitto in Ucraina». Certo è che la mobilitazione delle truppe italiane avviene in concomitanza con i nuovi ordini impartiti dallo Stato Maggiore Italiano lo scorso 9 marzo, attraverso una circolare inviata a tutti i reparti dell’Esercito. Le nuove disposizione firmate dal capo ufficio generale del capo di Stato Maggiore, generale Bruno Pisciotta, prevedono che «tutte le attività addestrative anche quelle dei minori livelli ordinativi – si legge – dovranno essere orientate al warfighting (combattimento, ndr). In merito viene disposto il rinvio di tutte le esercitazioni che non siano specificatamente indirizzate al mantenimento delle capacità operative». Lo Stato Maggiore conferma che «il Vertice di Forza Armata adegua le priorità delle unità dell’Esercito, al fine di rispondere alle esigenze dettate dai mutamenti del contesto internazionale» e chiarisce che sono «precisazioni alla luce di un cambiamento che è sotto gli occhi di tutti». Il documento chiede di «porre particolare attenzione nel valutare le domande di “congedo anticipato”, in quanto in un momento caratterizzato dall’intensificarsi delle tensioni geopolitiche, deve essere effettuato ogni possibile sforzo affinché le capacità pregiate possono essere disponibili». Inoltre, «il personale in ferma prefissata dovrà alimentare prioritariamente reparti che esprimono unità in prontezza nei prossimi due anni che devono essere pronte al 100% con personale “ready to move” (pronti a muoversi Ndr.), senza vincoli di impiego operativo anche ricorrendo all’istituto del “comando”». Nella circolare vengono anche indicate disposizione operative e logistiche riguardo le forze militari immediatamente operative: «Devono porsi in essere le attività necessarie ad accelerare la disponibilità del 52º reggimento “Torino” dando priorità alle batterie semoventi anche utilizzando le potenzialità formative addestrative dell’ottavo reggimento “Pasubio” ed è necessario provvedere affinché siano raggiunti e mantenuti massimi livelli di efficienza di tutti i mezzi cingolati, gli elicotteri (con focus sulle piattaforme dotate di sistemi di autodifesa) e i sistemi d’arma dell’artiglieria». Lo Stato Maggiore sottolinea, infine, come anche «gli assetti sanitari costituiscono una capacità essenziale per l’operatività dei reparti in tale ambito e qualsiasi richiesta di supporto dovrà tenere nella dovuta considerazione i prioritari impegni connessi con l’approntamento dello strumento, le forze in prontezza e le attività operative in atto». Insomma, l’allerta è massima, ma non solo: all’Esercito viene chiesta l’immediata capacità operativa in uno scenario di guerra.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo