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Cronaca
L’INCHIESTA

L’agente di Cristiano Ronaldo potrebbe essere sentito dai pm

Plusvalenze, interviene la Figc: «No a processi sommari»

Potrebbe essere convocato in procura come testimone, nelle prossime settimane, Jorge Mendes, il procuratore sportivo di Cristiano Ronaldo, che ha gestito le trattative economiche del portoghese quando era alla Juve. Lo ipotizzano i magistrati torinesi che stanno lavorando all’inchiesta sulle plusavalenze e sul presunto falso in bilancio della società bianconera. I pm Mario Bendoni, Ciro Santoriello e l’aggiunto Marco Gianoglio continuano a cercare, attraverso la finanza, la “carta segreta”, citata in alcune intercettazioni, in cui si fa riferimento a presunti movimenti di denaro contabilizzati, forse, in maniera non regolare, relativi al noto calciatore finito al Manchester. Visto che, al momento, la carta non è stata trovata, dopo le perquisizioni effettuate la scorsa settimana, la procura non esclude che si possa in futuro sentire Mendes come persona informata sui fatti. È lui la persona che meglio di ogni altra dovrebbe conoscere ogni trattativa economica di Cr7. Le ricerche del documento «che teoricamente non dovrebbe esistere», come si dicono (intercettati) alcuni dirigenti Juve, proseguono a livello inforCristina Toncu (sopra e a lato, con il marito Stefan Sirbulet) aveva 30 anni e lavorava come cake designer alla gelateria Antartide di Chivasso Cristiano Ronaldo con il procuratore Jorge Mendes matico. Gli inquirenti hanno già fatto le copie del contenuto dei pc sequestrati e si apprestano a cercare nelle tracce rimaste nei computer qualche elemento che possa far capire a cosa si riferiscono gli intercettati quando parlano al telefono di documenti relativi a presunti extra incassati da Ronaldo. Intanto, ieri in procura, con l’audizione di Giovanni Manna, neo responsabile della Primavera, si è conclusa la prima fase di ascolto dei testimoni. Gli indagati, come si era già capito a inizio settimana, non si presenteranno per gli interrogatori. L’indagine continua, quindi, con l’esame e la ricerca di documenti contabili. «Nel mondo dello sport – ha detto ieri il numero uno della Figc Gabriele Gravina – ci sono continuamente forme di degenerazione che comunque devono essere accertate oltre che provate. Eviterei in questo momento ogni forma di processo sommario. Dobbiamo rimetterci alla magistratura ordinaria che ha strumenti più invasivi rispetto al mondo dello sport. Stiamo studiando a livello di Uefa, in una commissione che ho l’onore di presiedere, di adottare accorgimenti che saranno inseriti nelle prossime licenze nazionali».

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