Lady Diana
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L’MI6 non c’entra, l’incidente mortale fu provocato da una serie di cause

LADY DIANA. Nuove rivelazioni. «L’auto difettosa» era da rottamare

Una recente inchiesta viene a contraddire scenari da agenti segreti, offrendo dettagli in più su una delle piste seguite sin dall’inizio

Una nuova inchiesta sulla morte di Lady Diana Spencer viene a contraddire scenari da agenti segreti, offrendo dettagli in più su una delle piste seguite sin dall’inizio: l’MI6 non c’entra, l’incidente mortale fu provocato da una serie di cause. L’alta velocità dell’auto, i bicchieri di troppo bevuti da Henri Paul, e soprattutto le pessime condizioni meccaniche della Mercedes messa a disposizione dal Ritz di Parigi, l’albergo di proprietà proprio di Mohamed Al Fayed. Una Mercedes 280 classe S.

Due anni e mezzo prima quell’auto era stata rubata da carcerati in licenza che se ne erano serviti per cercare di tornare in prigione in tempo alla scadenza del permesso. Ma avevano provocato uno scontro talmente violento da distruggerla quasi completamente. «L’assicurazione mi ha rimborsato il valore dell’auto come se fosse nuova, considerando che era ormai un veicolo distrutto, impossibile da riparare – dice Eric Bouquet, primo proprietario della Mercedes -. Io avrei voluto riprenderla e farla riparare ma mi hanno spiegato che era impossibile, troppo pericoloso» . Quell’auto era destinata alla demolizione, ma è stata invece recuperata da un meccanico con pochi scrupoli che l’ha rimessa su strada, resa presentabile, e rivenduta a basso prezzo a una società di noleggio di vetture di lusso che aveva tra i suoi clienti il Ritz di Mohamed Al Fayed. «Me la ricordo la Mercedes, non era affidabile – dice Karim -, avevo paura a superare una certa velocità perché perdeva la tenuta di strada. L’ho detto molte volte al mio capo, era imprudente usarla».

Il 30 agosto 1997, un sabato, Lady Diana lasciò la Sardegna a bordo di un jet privato e arrivò a Parigi insieme a Dodi Al-Fayed, il suo amante. La coppia aveva trascorso gli ultimi nove giorni a bordo dello yacht Jonikal di proprietà del padre di Dodi, navigando lungo le coste dell’Italia e della Francia. I due dovevano rientrare a Londra, ma decisero di fermarsi a Parigi per trascorrere lì una notte all’Hotel Ritz, di proprietà della famiglia Al- Fayed. Resisi conto di essere stati avvistati dai paparazzi e prevedendo un loro imminente arrivo in massa in albergo, la coppia decise di lasciare l’hotel e trasferirsi in un appartamento in Rue Arsène Houssaye.

Il capo della sicurezza dell’albergo Henri Paul decise di accompagnarli guidando personalmente l’auto. Una vettura esca venne fatta uscire dall’ingresso principale, dove già una nutrita schiera di giornalisti aspettava, mentre Diana e Dodi uscirono da un ingresso secondario alle 00.20 del 31 agosto. Con loro c’era anche Trevor Rees-Jones, membro della squadra di sicurezza privata della famiglia. Dopo aver lasciato rue Cambon e attraversato Place de la Concorde l’auto imboccò il tunnel di Place de l’Alma. Alle 00: 23, all’ingresso del tunnel l’autista Henri Paul perse il controllo della vettura che sbandò e andò a sbattere contro un pilastro.

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