Ladri d’infanzie

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Prodi invita a “non demonizzare Bibbiano” perché il reato è diffuso in tutta Italia, e non è imputabile al Pd. È vero. L’affido dei minori è un business enorme: nel 2017 sono stati spesi 4,363 miliardi, più o meno la cifra che ci costano gli immigrati. È fatale che queste torte colossali attirino gli scarafaggi. Sugli immigrati lucrano le mafie (“rende più della droga” dice un intercettato), le Coop e le Onlus. Sull’affidamento solo le ultime due, e i privati.

Ma non è colpa del Pd come non sono colpa del M5S gli scandali romani dell’Atac. Quello che oggi chiamiamo “sistema Bibbiano” risale al secolo scorso. Prima ci guadagnava la Chiesa, oggi le si sono affiancati i laici. Un minore affidato “rende” dai 20 ai 95 euro al giorno, fino a 300 se segue un percorso terapeutico con medici o psichiatri complici.

Per aprire una “casa famiglia” e avere in affido fino a otto minori basta un’autocertificazione. Niente bilanci. Pochi e distratti (o pilotati) i controlli. Frequenti i conflitti d’interesse (bimbi affidati a strutture gestite da amici o parenti). Inascoltati, se non minacciati (specie al sud) i pochi garanti per l’infanzia che ficcano il naso nel verminaio. I giudici minorili fanno finta di non sapere.

Per questo sei bimbi su 10 strappati alla famiglia (spesso con pretesti risibili come igiene scarsa, povertà, presunte violenze genitoriali) restano in affido sine die: sono dei bancomat. Fa ridere il pretesto della povertà: se dessero ai genitori quel che costa poi il bimbo affidato, essa cesserebbe. Invece, per quattro luridi soldi, si spaccano famiglie, si mutilano genitori, si bruciano infanzie, si creano migliaia di sradicati perenni. Troppo comodo pensare che senza Pd non succederebbe.

collino@cronacaqui.it

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