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CUMIANA Il pm: un anno per Camusso, 18 mesi per Piccatto e assoluzione per Ajelli

L’ACCUSA. Il monumento made in China: «Condannate l’ex assessore»

I militari avevano interrogato alcuni dipendenti comunali e i titolari delle tre ditte che avevano partecipato alla gara

La statua era made in China e valeva meno della metà di quanto è stata pagata. “L’angelo del dolore”, questo il titolo dell’opera pensata per ricordare i militari dell’Arma dei carabinieri morti in servizio, è così finita al centro di un processo che ora è alle battute finali.

L’iniziativa, secondo il pm Ciro Santoriello che ha coordinato le indagini, sarebbe stata viziata da illeciti e irregolarità. E il magistrato ha chiesto al tribunale di condannare un ex assessore, Claudio Camusso, a un anno di carcere, e un artigiano, Mauro Piccatto, a diciotto mesi; proposta invece l’ assoluzione per l’ex sindaco di Cumiana, Ettore Ajelli. Lo scandalo era scoppiato a fine aprile 2013.

E gli accertamenti, condotti dai carabinieri della compagnia di Pinerolo, erano partiti da alcune segnalazioni riguardo a una presunta aggiudicazione poco trasparente dei lavori da parte del Comune, avvenuta il 6 dicembre 2011, per un importo, Iva compresa, di 50.820 euro.

I militari avevano interrogato alcuni dipendenti comunali e i titolari delle tre ditte che avevano partecipato alla gara, scoprendo diverse presunte irregolarità.

La gara stessa infatti sarebbe stata poco o nulla reclamizzata mentre le offerte sarebbero state raccolte presso le sedi delle ditte direttamente da Camusso, all’epoca assessore al Bilancio, che così avrebbe saputo in anticipo le cifre per poi comunicarle a Piccato, la cui ditta si è poi in effetti aggiudicata i lavori.

Altra questione: la statua in granito è stata esaminata da alcuni esperti, i quali hanno concluso che è stata sicuramente prodotta in Cina. È un’opera, si leggeva nell’ordinanza cautelare, di fattura «assolutamente grossolana, operata con mole e non con utensili manuali».

Non solo: «È stata realizzata a mezzo dell’assemblaggio di diversi pezzi e non ricavata da un blocco unico di marmo, rifinita in maniera grezza tanto da lasciare in evidenza la saldatura fra i singoli pezzi assemblati e non usando il materiale previsto (pietra di Luserna) per il basamento».

Il valore reale dell’opera, Iva compresa, sarebbe di circa 13.600 euro.

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