World Press Photo Exhibition 2021
Spettacolo
PALAZZO MADAMA

L’abbraccio, i gemelli, il carcere: le immagini più forti dell’anno

World Press Photo Exhibition 2021 da oggi in anteprima italiana
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

È ormai un appuntamento fisso, atteso e seguitissimo quello a Torino con le opere vincitrici di World Press Photo Exhibition 2021, mostra internazionale giunta alla sua 64esima edizione che raccoglie e premia ogni anno il meglio del fotogiornalismo da tutto il mondo, visibile da oggi fino al 22 agosto a Palazzo Madama in anteprima per l’Italia. Sono in tutto 159 scatti, «159 finestre sul mondo», come le definisce Vito Cramarossa, presidente della società organizzatrice, Cime: «L’edizione 2021 è un’istantanea della storia dell’anno appena trascorso, in grado di far viaggiare il visitatore nel mondo, che mettono a nudo le fragilità e le grandiosità del nostro pianeta e dei suoi esseri viventi». Per il secondo anno consecutivo World Press Photo trova casa a Palazzo Madama. «Negli anni abbiamo dato sempre grande spazio alla fotografia, credo sia una delle forme espressive più potenti per raccontare il mondo e la nostra realtà», spiega la padrona di casa Elisabetta Rattalino, Segretario generale della Fondazione Torino Musei, intervenuta alla presentazione accanto a una delle foto simbolo di questa edizione, una foca in fondo al mare faccia a faccia con una mascherina sanitaria, gettata da chissà chi. Tra le opere esposte anche quella vincitrice come “foto dell’anno”, l’abbraccio tra Rosa Luzia Lunardi, 85 anni, e l’infermiera Adriana Silva da Costa Souza, nella casa di cura Viva Bem a San Paolo del Brasile. Il secondo riconoscimento più prestigioso del concorso, quello alla migliore fotostoria, è andato per la prima volta a un italiano, il romano Antonio Faccilongo, per un servizio dal titolo “Habibi (Amore mio)” realizzato nelle carceri israeliane in mezzo alle donne dei prigionieri palestinesi che hanno scelto di portare avanti insieme la fecondazione in vitro. «Questo concorso aiuta a portare alla luce storie importanti ma poco raccontate – spiega lui stesso – e per me è un aspetto decisivo, cerco di essere la voce di persone che non ce l’hanno, questa è la mia spinta a lavorare. Avere la sensazione di essere ignorati ti fa perdere la fiducia nel futuro, voglio fare di tutto per evitare che accada». La mostra è visitabile da mercoledì a venerdì dalle 13 alle 20, nel fine settimana dalle 10 alle 19: i biglietti costano 12 €, i ridotti 10. «La nostra iniziativa continua a svilupparsi, ogni anno aumentano i partecipanti e la riflessione su cosa sia il fotogiornalismo diventa sempre più interessante», commenta da Amsterdam Arnoud van Dommele, direttore generale dell’iniziativa. «Un anno complicato come questo ci ha permesso di affrontare nuove frontiere: c’è tanto Covid-19 nelle immagini ma non solo, la varietà di temi e provenienze delle foto non è mai stata così ampia».

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo