Lamorgese
Cronaca
LO SCONTRO

La Ztl blindata per i No pass: ”Concessa” piazza Castello

Lamorgese: «La direttiva del Viminale non comprime il diritto a manifestare»

Solo nella tarda serata di ieri, il Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza ha reso noto i criteri di applicazione della direttiva del Viminale che invita prefetti e questori a non concedere il centro delle città per manifestazioni e cortei. Per ciò che riguarda Torino, «si è unanimemente concordato – si legge in una nota della prefettura – che nello spazio di piazza Castello potranno svolgersi le manifestazioni regolarmente preavvisate».

Un discorso diverso riguarda «il perimetro della Ztl centrale, come l’area maggiormente sensibile e di particolare interesse per l’ordinato svolgimento della vita della comunità, la quale, fatta eccezione per piazza Castello, sarà oggetto di temporanea interdizione allo svolgimento di manifestazioni pubbliche». Pertanto, oggi il corteo annunciato dai No pass per le 17, al quale dovrebbe partecipare un gruppo nutrito di manifestanti che giungerà a Torino con un treno della Val di Susa, si svolgerà regolarmente: sarà concessa la partenza da piazza Castello, poi i Giardini Reali, corso San Maurizio e ritorno in piazza Castello, verosimilmente da via Po.

Tutta l’area compresa nella Ztl sarà dunque vietata e sorvegliata. Ieri la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, che ha accompagnato il presidente Sergio Mattarella a Torino, aveva dichiarato: «Non credo che la direttiva del Viminale comprima eccessivamente il diritto a manifestare, perché fornisce ai prefetti indicazioni per fare in modo che venga bilanciato il diritto di manifestare con l’esigenza di tutela della Salute pubblica». Lamorgese ha sottolineato che «l’importante è non creare disagi alla cittadinanza e che non ci siano rischi per l’ordine pubblico».

Su eventuali timori in vista delle manifestazioni di oggi la ministra ha aggiunto: «Mi sono sentita con prefetti e questori per individuare delle soluzioni adeguate, quando si mantiene il dialogo aperto si può trovare un punto di sintesi. L’importante è che non ci siano delle pericolose forzature. Confido che i partecipanti siano animati da senso civico e che seguano le modalità concordate con le autorità. Vorrei anche ricordare l’onere che grava sugli organizzatori che hanno il dovere che si svolgano in sicurezza, senza che vengano pregiudicati i legittimi interessi della cittadinanza».

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