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Cultura
CIRCOSCRIZIONE 4 IN VIAGGIO NEL QUARTIERE PARELLA

La villa della Tesoriera: tra misteri ed esoteria un viaggio nella cultura

In viaggio nel quartiere Parella

Un passato agricolo e un futuro tutto da scoprire. Tra cultura e tradizioni. Parella si suddivide in due grandi sottozone determinate dall’anzianità degli edifici presenti. Dalla borgata Parella nuova alla borgata Parella vecchia. In mezzo le meraviglie di un quartiere dai mille segreti: come la Tesoriera, con le sue storie di spettri e misteri, e il sempreverde parco della Pellerina. Importanti luoghi di cultura sono la biblioteca musicale “Andrea Della Corte”, il punto prestito “Gabriele d’Annunzio” e i centri di incontro di via Saccarelli 18, via Lessona 1, piazza Umbria 28, E18 e Sporting Dora.

Le bellezze di Parella

Sono diverse le bellezze più famose del quartiere: come il Monastero della Visitazione in piazza del Monastero, al 272 di corso Francia. La costruzione venne realizzata tra il 1870 e il 1904, era gestita dalle suore carmelitane e nella seconda guerra mondiale venne colpita dai bombardamenti. Poi c’è il parco della Pellerina il cui nome ufficiale è parco Carrara. E il centro di protagonismo giovanile BellArte di via Bellardi. Gestito dall’associazione Tedacà, offre sale per il teatro e la danza.

La Tesoriera

Ed eccoci alla villa della Tesoriera. Costruita nel 1715 dall’architetto Jacopo Maggi per essere utilizzata dal tesoriere della corte di Vittorio Amedeo II. Oggi lo storico edificio è la sede di una biblioteca e le sue sale vengono utilizzate per la celebrazione di matrimoni civili. Oggetto anche di racconti esoterici tra fantasmi e presenze a spasso per i prati. Un’aura di mistero tale da fargli guadagnare l’appellativo di “Giardin dël Diav”.

Il motivo potrebbe essere legato al fantasma di una giovane ragazza, murata viva nella villa: una “presenza” ben conosciuta dallo storico ex custode. Qualche anno fa i rituali sono tornati di moda: sono state trovate mele rosse con chiudi di garofano dentro un piattino di plastica. Forse solo uno scherzo di qualche buontempone. Nel parco si trova anche una delle statue più particolari di tutta Torino. Il soggetto, il primo re d’Italia, è ritratto in maniera particolare. Non una posa marziale con uniforme e spada ma una scena di vita quotidiana ove il re, vestito con abiti da caccia, siede tenendo sulle proprie ginocchia un fanciullo.

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