ProntoSoccorso
Cronaca
IL FATTO Da febbraio negli ospedali dell’Asl Città di Torino

La vigilanza armata per evitare violenze nei pronto soccorso

Già tre aggressioni nei primi quindici giorni del 2020. Nel 2019 sono state 87: il 30% in più dell’anno prima

A difendere la “prima linea” dell’emergenza sanitaria saranno le guardie armate. Sette giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro. Vigilantes con la pistola, che dal primo febbraio presidieranno i pronto soccorso di Maria Vittoria, Martini, Oftalmico e San Giovanni Bosco, dove nell’ultimo anno la violenza e le aggressioni sono cresciute in maniera esponenziale, al ritmo di quasi due casi alla settimana.

Sono stati 87, infatti, gli episodi segnalati da medici e infermieri nel 2019. Il 30% in più rispetto ai 67 denunciati nel 2018. E a chi diffida dalla statistica risponde la cruda realtà dei fatti, che dà conto di almeno tre aggressioni solo dall’inizio dell’anno.

Botte, insulti e minacce che hanno trasformato i presidi sanitari in una specie di fronte di battaglia per chi ci lavora, al punto da costringere l’Asl Città di Torino e il suo nuovo commissario, Carlo Picco, a prendere una decisione così radicale a meno di due settimane dal suo insediamento.

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