Sesso (Depositphotos)
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La via dell’estinzione

L’anno scorso in America uno studio pubblicato su Archives of sexual behavior, analizzando la percentuale degli adolescenti casti negli ultimi dieci anni, ha constatato come essa fosse salita dal 28 al 44% per i maschi e dal 49 al 74% (74 per cento!) per le femmine. L’unico dubbio sta in quel termine (casti) che non lascia capire la condizione reale degli intervistati. Se si intendesse come vergini, sarebbe tutto più chiaro, anche se molti della mia generazione (cresciuta in periodi in cui la verginità era considerata per le donne un dovere prematrimoniale assoluto) possono testimoniare di avere conosciuto in gioventù molte donne fisiologicamente vergini che però conducevano una vita sessuale attivissima per altre vie. Perché casti è proprio un termine vago. Casti per scelta? Casti perché vorrebbero ma non riescono? Casti perché bruciati dalla prima esperienza? Non si sa. Pare comunque che lo studio della San Diego State University pubblicato dagli Archives sia stato condotto su oltre 26mila soggetti in tutti gli States. Mica pochi. I nostri nipoti, insomma, sono molto, ma molto meno attratti dal sesso di noi. Io credo che ciò sia dovuto a due motivi. Uno è che ai nostri tempi la Chiesa e le famiglie proibivano severamente alle donne il sesso prematrimoniale, e i maschi si arrangiavano nelle apposite case. L’altro è l’avvento di Internet. La quasi totalità dei millenials (la generazione dal 1990 in avanti) passa ore in rete, con Pc e smartphone, e si è abituato a una realtà virtuale in cui virtuale è anche il sesso, non più proibito e quindi diventato solo un’opzione di “intrattenimento” fra le tante a disposizione in rete e fuori. A san nen lòn ch’as perdo.

collino@cronacaqui.it

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