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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

La truffa colossale dei nostri oligarchi

Ormai lo abbiamo capito tutti: non c’è alcuna motivazione tecnica che possa giustificare l’entità degli aumenti non solo di gas e carburanti, ma di tutte le materie prime, dal grano al cemento. E non solo perché lo ha detto il ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani parlando di una truffa colossale, seguito a ruota dagli esposti del Codacons in 104 procure italiane che chiede indagini immediate scatenando gli 007 della Guardia di finanza. Lo dice la logica, soprattutto a chi ha avuto un nonno contadino che, facendo due più due, sa bene come la borsa del grano risalga all’agosto scorso, con i silos pieni fino all’orlo dall’autunno scorso. O come le mele che oggi lievitano del 40 per cento siano stipate nei frigoriferi dall’autunno scorso. E si può dire lo stesso per l’approvvigionamento del gas, piuttosto che delle benzine, prima che menti sopraffine abbiano decretato che il combinato disposto di due guerre, la pandemia prima e poi l’invasione dell’Ucraina non offrissero l’opportunità della tempesta perfetta. Quella che si sta abbattendo sulle nostre teste, che sta per affamare le famiglie e distruggere le imprese sane. Tanto che viene da chiedersi chi siano, e dove si nascondano i nostri oligarchi, fratelli o cugini di quelli che hanno fatti miliardi di dollari alla corte dello zar. Chi ha anni alle spalle e ha scritto di consorterie, della P2 di Gelli, dei traffici di banchieri disonesti come Roberto Calvi finito impiccato sotto il ponte dei Frati Neri a Londra, di fronte a queste speculazioni concentriche, certamente ordite e controllate, può intuire proprio nelle parole del ministro il sospetto di una gigantesca speculazione mondiale. Con la solita punta acuminata in Italia. Che dimensioni abbia il mostro, e quali tentacoli iugulatori, ora non è dato di saperlo. Ma certo l’Ucraina, con i suoi morti, le devastazioni dei russi, i missili sulla popolazione inerme, ha un ruolo. Che forse esula persino dalla conquista territoriale del nuovo Adolf Hitler. Il 19esimo giorno di guerra è simile, purtroppo, a quelli che lo hanno preceduto. E ha la sua immagine simbolo in quella madre stesa su una lettiga con la mano a proteggere il grembo, morta con il suo piccino dopo il bombardamento dell’ospedale di Mariupol. I profughi, secondo le Nazioni Unite, sono saliti a 5 milioni, un piccolo stato che, sparso in tanti rivoli, sta per invadere l’Europa. Con conseguenze ancora tutte da verificare, mentre la diplomazia cerca soluzioni. Anche a Roma dove stanno per incontrarsi gli alti rappresentanti di Cina e Stati Uniti. Il pessimista Macron, l’unico che ha un filo diretto con Putin, non vede soluzioni e i bombardamenti a venti chilometri dal confine polacco fanno temere sviluppi che potrebbero essere tragici. Intanto i prezzi volano e la consorteria ride e fa soldi. Quelli con cui si ricomprerà le nostre aziende vicine al fallimento?

beppe.fossati@cronacaqui.it

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