Chiara Appendino, Cristiano Ronaldo e il presidente Florentino Perez (da Twitter)
Il Borghese

La Torino di Ronaldo

Cristiano Ronaldo alla Juventus. Un sogno di mezza estate, «una suggestione», come ha affermato l’amministratore delegato Beppe Marotta, che nelle ultime ore potrebbe diventare realtà. Bello e irresistibile, cinque volte Pallone d’Oro, CR7 ha rotto con il Real Madrid e potrebbe capitolare al lungo corteggiamento della Vecchia Signora. Che ha le idee chiare sia per il calcio sia per le ricadute pubblicitarie ed economiche che il fenomeno portoghese potrebbe far discendere sulla squadra e sugli altri business della famiglia.
Ve lo immaginate accanto ad una Maserati, oppure alla nuova Giardiniera della Fiat? Tornando con i piedi per terra (e lo dico da torinista convinto: a proposito, chi lo marcherà nel derby?) questa notizia che rende frizzante l’aria tiepida di Torino si basa su una trattativa economica stratosferica. Ronaldo vale una fortuna. Dunque parliamo di centinaia di milioni. Di sicuro 120 a lui in quattro anni, almeno 100 al Real Madrid che potrebbe volere anche una contropartita in carne ossa, ossia “La Joya”, al secolo Paulo Dybala. Valore? Tutto da definire. Detto questo che cosa potrebbe significare Ronaldo a Torino, scavalcando per un attimo il solo rettangolo di gioco? Un brand planetario, innanzitutto. E un’attrazione vivente di quelle che valgono da sole il prezzo di un biglietto aereo: dalla Cina, dalla Russia o dagli Emirati. Ci aspetta la metamorfosi da capitale dell’auto a capitale del calcio? Manchester insegna. Potremmo imparare, mentre sogniamo le Olimpiadi.

fossati@cronacaqui.it

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