ViaSanMaurizio
Amarcord
17 SETTEMBRE 1886

La “Torino che scompare” e l’abbattimento dei palazzi

L’attuale via XX Settembre si chiamava via San Maurizio

Via XX Settembre non si è sempre chiamata così. In precedenza aveva altri nomi, a seconda delle porzioni di via. In modo particolare, un tratto assumeva particolare importanza: il tratto compreso fra via Santa Teresa e via Garibaldi, per secoli un luogo particolarmente distintivo del centro cittadino, poi diventato malfamato a fine Ottocento. Il Comune decise di “risanarlo”, come si diceva allora. E così sparirono alcuni degli edifici più antichi e significativi dell’antica via XX Settembre.

Venerdì 17 settembre 1886 la Gazzetta Piemontese pubblicava un interessante articolo dal titolo “Torino che scompare”, dedicato alla distruzione delle case di via San Maurizio: «A chi passa ora per via San Maurizio presso l’incrocio di via Bertola, un insolito chiarore, una nuova gaiezza stupisce lo sguardo. Il sole è rientrato vittorioso e trionfante colà ove da qualche centinaio d’anni era stato proscritto, la luce invade libera ove non erano che tenebre, l’aria circola purificata ove non erano chi miasmi. Eppure non siamo che al principio del principio in fatto di risanamento, e per ottenere questo già sensibile risultato, altro non si è fatto che abbattere una sola casa, quella d’angolo tra le vie Bertola e San Maurizio.

Lungo tutta la linea da via Santa Teresa a via Monte di Pietà si spogliano le case delle suppellettili, e qualcuna presenta già le finestre orbate delle intelaiature, ed i balconi privi di ringhiere e delle lastre in pietra, ecc., ecc. Qualcuno dei locatati di quelle case s’indugia, non certo per amor del luogo (che non si saprebbe davvero comprenderlo), ma per qualche impreteribile circostanza, fino all’ultimo istinto di vita.

C’è un albergo che imperterrito sfida il polverio incessante, il mitragliamento dei calcinacci, il piovere dei materiali, e rimane sulla breccia mentre tutto gli cade d’attorno, e mentre la casa stessa in cui ha sedo subì già la capitis diminutio fino al primo piano. A gettare uno sguardo fra quello rovine ricorre alla mente l’immagine di una città bombardata o crollata dal terremoto, però l’allegra nota del sole invadente toglie ogni tristezza. Ogni torinese che passa in quel punto getta uno sguardo a quel luridume che scompare e sembra meravigliarsi che in tali catapecchie abbia potuto vivere per tanti anni tanta gente».

A scomparire è, infine, anche il vecchio nome di via San Maurizio, che avrebbe creato confusione con l’omonimo corso. La proposta giunse in Sala Rossa nel novembre di quello stesso anno, mentre ancora il piccone stava lavorando alacremente per la demolizione degli ultimi edifici. Il consigliere Ernesto Pasquali propose di intitolare l’asse al giorno della breccia di Porta Pia, il 20 settembre 1870.

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