Foto di repertorio (Depositphotos)
News
IL FATTO

LA TERZA ONDATA. «Il Piemonte in zona rossa da lunedì»

I contagi si diffondono con troppa rapidità: chiudono le scuole e i negozi, solo asporto per bar e ristoranti

L’annuncio, questa volta, arriva senza troppe sorprese e anticipato dai fatti. «Il Piemonte sarà in zona rossa da lunedì». Fino a Pasquetta, almeno. Parola dell’assessore alla Sanità, Luigi Icardi e del governatore Alberto Cirio, davanti ai numeri che già da lunedì condannavano a una rapida e rigorosa stretta, con un indice di trasmissione del Covid ormai fuori controllo e l’aumento progressivo di contagi e ricoveri. La crescita settimanale delle infezioni è arrivata a 227 casi ogni 100mila abitanti, soglia che fa scattare in automatico le restrizioni.

DUE SETTIMANE ROSSE
A partire dalla scuola, che sarà tutta a distanza per ogni ordine e grado a partire dai nidi e finire con l’università. Il governatore Alberto Cirio ha confermato che il parametro che misura quante persone può contagiare un positivo è arrivato a 1.41 e sarebbe bastato un 1.25 ad accendere il rosso sul Piemonte. Le anticipazioni della “pagella” settimanale di ministero della Salute e Iss non sono buone nemmeno per ciò che concerne l’occupazione dei posti letto in ospedale, poco sotto il 50%. Dalla settimana prossima, salvo nuove disposizioni, saranno consentiti solo gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità, anche verso un’altra Regione e il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Non si potranno raggiungere abitazioni private diverse dalla propria ma sarà possibile raggiungere le seconde case, anche in un’altra Regione o Provincia autonoma, ma solo a coloro che possano comprovare di avere effettivamente titolo a recarvisi almeno dallo scorso 14 gennaio. Gran parte delle attività commerciali dovranno abbassare la serranda, perché saranno sospese le attività di commercio al dettaglio, fatta eccezione per alimentari e beni di prima necessità. Chiusi anche i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, così come i mercati, dove potranno aprire solo i banchi degli alimentari. Edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie, potranno lavorare sempre nel rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro e con ingressi dilazionati. Bar e ristoranti non potranno aprire ma sarà consentito l’asporto dalle 5 alle 18 per i primi, fino alle 22 per i secondi. Le consegne a domicilio, invece, non avranno limiti di orario.

NUOVO PIANO VACCINI
Per il momento si tratta solo di una “raccomandazione ad interim” rivolta alle Regioni. Ma il documento redatto dalla struttura commissariale diretta da Francesco Paolo Figliuolo, dal ministero della Sanità, da Agenas e dall’Istituto Superiore di Sanita fissa di fatti i criteri per quanto riguarda le categorie da vaccinare nelle fasi successive alla prima. In particolare vengono elencate tutte le patologie e le condizioni che portano a considerare le persone che ne sono affette come ad elevata fragilità o con disabilità grave. Il documento fissa anche la scala di priorità per essere sottoposti alla vaccinazione, elencando cinque categorie: 1) Elevata fragilità 2) Persone di età compresa tra 70 e 79 anni 3) Persone di età compresa tra i 60 e i 69 anni 4) Persone con comorbidità al di sotto dei 60 anni, senza quella connotazione di gravità riportata per le persone estremamente vulnerabili 5) Il resto della popolazione al di sotto dei 60 anni. Nel documento è contenuta inoltre un’apertura alla vaccinazione sul posto di lavoro, purché in presenza di personale sanitario.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo