Vaccinati in Piemonte Foto: Depositphotos
Il Borghese

La telenovela dei vaccini

Il Piemonte, stando al bollettino di ieri, ha superato quota 200mila guariti dal Covid. Un numero importante, in questa fase della nostra esistenza che vive di report quotidiani, di stime, statistiche, indici, colorazioni di regioni, dosi per ogni fiala, tagli di consegne, settimane o mesi di ritardo e via dicendo. Un numero importante, dicevo, perché queste persone saranno importanti quanto quelle vaccinate per creare una prima barriera contro il dilagare del virus: più guariti e vaccinati incontra, maggiormente il coronavirus si indebolisce, ci dicono, e persino le mutazioni sarebbero un segnale di questo procedimento in atto. Si tratta di qualcosa da tenere ben presente anche quando si sente parlare di immunità di gregge, quella che secondo voci autorevoli abbiamo ancora speranza, in Italia, di raggiungere entro l’estate. Non si capisce come, stando all’allarme causato dai tagli alle consegne dei vaccini, ai ritardi dei produttori e via dicendo. Nel bel mezzo della telenovela dei vaccini, sarebbe forse il momento di porci delle domande sulla nostra campagna vaccinale: sono state concordate le procedure con le Asl per le vaccinazioni di massa dopo quelle di anziani e soggetti a rischio? Si è chiarito con i medici di famiglia (a proposito: li abbiamo davvero informati?) come saranno inseriti nella complessa macchina vaccinale? Domande lecite, presumo, che non riguardano certo solo le singole Regioni. E le risposte (proprio ora che paradossalmente ci viene dato più tempo per organizzarci) avrebbero molto più senso che non il minacciare cause legali (quasi impossibili, o meglio: intentare causa è facile, ottenere qualcosa è ben più difficile) alle multinazionali. Anche se sarebbe una mossa degna del copione da telenovela cui assistiamo.

andrea.monticone@cronacaqui.it

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