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Politica
GIUSEPPE CONTE Bagno di folla per l’avvocato del popolo

«La Tav ormai sarà fatta ma qui serve la metro 2. Letta? È un arrogante»

Il capo dei Cinque Stelle difende il reddito di cittadinanza. Nel cuore di Borgo Vittoria anche l’ex sindaca Appendino

Fuori dai balconcini, con le braccia appoggiate alla ringhiera e una sigaretta in bocca. Così il quartiere aspetta l’arrivo di Giuseppe Conte, atteso ieri alle 17 nel cuore di Borgo Vittoria. Quando poi arriva, l’avvo – cato del popolo viene travolto da un calore enorme, a tratti asfissiante. «Lasciatelo respirare» grida qualcuno, mentre gli altri sgomitano e si affannano per portarsi a casa almeno uno scatto con i leader del Movimento 5 Stelle. «Ti amo!» grida una donna dal balcone. «C’è un calore pazzesco qui. Le persone sanno che abbiamo realizzato l’80% degli impegni assunti. Abbiamo sempre lavorato per la gente» spiega lo stesso Conte in via Vibò, stretto nell’abbraccio della folla. «Abbiamo investito molto sul Piemonte» ricorda. «Volevamo fare di Torino il polo dell’intelligenza artificiale e poi questo governo ha cercato di indebolire il progetto, ma noi ci crediamo ancora» accenna e la fiumana lo trascina via. Lo abbiamo intercettato poco prima che iniziasse il suo tour torinese, in compagnia della fedelissima Chiara Appendino, che non a caso lo ha portato in un’area periferica pedonalizzata sotto la sua amministrazione.

Conte, l’ex presidente Trump chiede come sta “il suo ragazzo”, riferendosi a lei. È stato duramente criticato per questo endorsement.

«Ho dovuto difendermi da insinuazioni diffamatorie da parte di una certa stampa a cui non siamo simpatici. Il Movimento 5 Stelle inizia a far paura a chi è ostile al cambiamento, ma non mi lascio certo distrarre e continuo a girare il Paese per ascoltare e parlare con la gente».

Come sta? Come sta andando la campagna elettorale?

«Sento il sostegno e l’affetto delle persone e questo ci conferma che abbiamo proposte serie per risolvere i problemi dei cittadini, specie per quelle famiglie che non sanno più come arrivare a fine mese e che oggi sono costrette a scegliere se pagare le bollette o fare la spesa».

Quali misure avete in mente per far fronte al caro bollette e all’aumento dei prezzi?

«Da tempo chiediamo a gran voce un nuovo scostamento di bilancio per mettere in campo risorse ingenti contro il caro bollette per famiglie e imprese e come misura di contrasto all’aumento dell’inflazione. Inoltre, il governo deve assolutamente trovare il modo per recuperare il prima possibile i 9 miliardi di euro di extraprofitti dei colossi dell’energia, che mancano inspiegabilmente all’appello. Extraprofitti che noi vogliamo estendere anche a società di assicurazione e aziende farmaceutiche, realtà che durante il Covid hanno avuto entrate ingenti. Infine, dobbiamo andare in Europa con una posizione forte e decisa, per chiedere finalmente di mettere in campo un Energy Recovery Fund. Come successo già in occasione della pandemia, l’Unione europea deve dimostrare di essere una vera comunità e di farsi carico dei problemi che stiamo vivendo tutti».

Parliamo di infrastrutture. Qui in Piemonte la guerra del Tav non è mai finita. Lo sa bene la sua candidata, l’ex sindaca Chiara Appendino. Ci dica, chiaramente, per lei è Tav sì o no?

«La Torino-Lione è un’opera controversa della quale si è discusso per oltre 30 anni ma adesso siamo in un’altra fase e credo che la preoccupazione principale dei prossimi governi debba essere l’aggiornamento dei costi che, con questa crisi energetica e dei materiali, lieviteranno in modo spropositato. Mi lasci dire, però, che per Torino e il suo hinterland, la grande opera alla quale bisogna dare la massima priorità è la metro 2, per la quale il mio governo ha dato il là, stanziando i primi 828 milioni».

Mettiamo il caso che dopo le elezioni si formi un governo di cui facciate parte anche voi: Chiara Appendino sarebbe un buon ministro?

«Chiara Appendino è una persona capace, competente, seria, che ha già dimostrato tutto il suo valore quando era sindaca di Torino. È certamente una grande risorsa per il Movimento Cinque Stelle e il Paese».

Reddito di cittadinanza. Tutti ne parlano e vogliono metterci mano. Voi ne siete ancora convinti?

«Il Reddito di cittadinanza non si tocca. Quello che dobbiamo fare è migliorare questa misura, ma riteniamo una follia stravolgerlo o cancellarlo, come vorrebbe fare la Meloni. Si tratta di uno strumento di sostegno fondamentale, in pandemia secondo l’Istat ha salvato un milione di persone dalla povertà. E trovo vergognoso che politici che vivono da 20 anni con 500 euro al giorno diano la caccia ai poveri per togliere loro 500 euro al mese in un momento del genere, con le bollette che aumentano. Piuttosto che mettere alla gogna il reddito, il centrodestra – che governa 14 regioni su 20 – acceleri sulle politiche attive per il lavoro: mancano all’appello il 70% delle assunzioni nei centri per l’impiego con i fondi già stanziati dal Governo. Ricordo poi che fra i percettori di Reddito occupabili la metà già lavora ma con stipendi bassi con cui non si arriva a fine mese».

Cosa ne pensa del salario minimo?

«I salari in Italia sono diminuiti negli ultimi 30 anni. Noi la risposta a questo grave problema ce l’abbiamo: l’introduzione del salario minimo legale a 9 euro l’ora».

Enrico Letta lancia l’allarme: un voto a voi – o a Calenda – aiuterebbe la vittoria larga del centrodestra. Parla di “allarme per la democrazia” Cosa gli risponde?

«È una formula molto arrogante con cui affrontare la campagna elettorale. I cittadini non si faranno ingannare. Il voto utile non esiste, è una grande mistificazione. Esiste il voto giusto. Ormai a questa storia del voto utile non crede più neppure Letta. Credo sia in allarme solo per le scelte che ha sbagliato in questi mesi. Ha scaricato l’agenda del Conte II che ha salvato un milione di cittadini in pandemia per abbracciare l’agenda Draghi, quella dei 6 euro in più al mese in busta paga per i lavoratori. Poi ha scelto come compagni di viaggio prima Calenda e Gelmini, poi Di Maio e Tabacci. Noi questa destra inadeguata la contrastiamo con le nostre proposte, Letta continua ad agitare spauracchi che finiscono per fare un favore alla Meloni. Noi non lo permetteremo: serve un voto giusto al Movimento per offrire soluzioni ai problemi dei cittadini».

Cosa la lega a Torino?

«Non potevo non fare una tappa qui. Con questa città il M5s ha un legame speciale e so che anche qui la crisi economica e il caro bollette stanno mettendo tanti in forte difficoltà e le persone chiedono giustamente risposte ora, subito, non tra mesi».

Guardandosi indietro, alla caduta del governo Draghi, agirebbe diversamente?

«No, perché abbiamo per tempo previsto quello che stava succedendo e gli interventi da mettere in campo per proteggere cittadini e imprese. Bisognerebbe chiedere a Draghi se affronterebbe ancora questa emergenza rinviando gli aiuti per imprese e famiglie e rinviando una posizione forte dell’Italia in Unione Europea per un tetto al prezzo del gas e un Recovery per l’energia».

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