Il mercato di corso Cincinnato
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«La tassa giornaliera ci aiuta ma ora stop ai supermarket»

Tra i banchi di corso Cincinnato prevale l’ottimismo

Da una parte i supermercati che aprono senza sosta, dall’altra la sperimentazione che permette agli ambulanti di rateizzare le tasse. Ombre e luci sul mercato di corso Cincinnato, composto da 140 operatori che stanno patendo la crisi soprattutto «a casa della concorrenza impari con la grande distribuzione». Come spiega Domenico Bono, titolare di un banco alimentare: «negli ultimi anni sono sorti ben 10 supermarket che stanno sempre aperti e ci portano via i clienti». «E molti colleghi se ne sono andati perché non riuscivano più a pagare i debiti» aggiunge il macellaio, Alessandro Barvero che sostiene la proposta del Governo di «chiudere i supermercati di domenica».

Per cercare di mettere una pezza a questa crisi, il Comune ha dilazionato le imposte di Tari e Cosap consentendo così agli ambulanti di pagare una “tassa giornaliera”: ossia un pagamento del tributo in base alle operazioni di pulizia e occupazioni di suolo pubblico realmente avvenute. La sperimentazione, iniziata a luglio, ha una valenza bimensile anziché annuale. «Un bel vantaggio» afferma il referente del mercato Pascale Vitantonio che spera in «una futura estensione dell’iniziativa su tutti i mercati». La sperimentazione però non sembra essere una novità. «L’avevamo già proposta nel 2011 alla vecchia amministrazione che non l’ha mai accolta» spiega il presidente del Goia, Giancarlo Nardozzi, che evidenzia le difficoltà degli operatori del mercato a «pagare le tasse comunali più alte d’Italia». Nardozzi propone pertanto un’integrazione di questa prima sperimentazione nazionale, portata avanti dall’assessore Sacco, con l’istituzione del cosiddetto “borsellino”: «un badge che ci consenta di pagare giorno per giorno in modo telematico dal tabaccaio e non col bollettino ogni due mesi». Ma per i mercatali sono tanti i problemi ancora da risolvere a cominciare «dall’età anagrafica della clientela che si alza di anno in anno, se non si corre ai ripari in futuro qui non verrà nessuno».

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