murazzi lancio bici carabinieri
Cronaca
IL CASO

La task force contro le baby gang per catturare il mostro dei Murazzi

Raffica di appelli sui social e dai carabinieri: «Chi ha visto qualcosa, si faccia avanti». Due le piste seguite

«Aiutateci a prendere chi ha tirato quella bici». Mentre Mauro Glorioso continua a lottare per la vita in un letto del Cto, si susseguono gli appelli ai testimoni: dai carabinieri agli amici di Mauro, ieri in tanti hanno chiesto a chi l’altra sera era ai Murazzi di farsi avanti, di non avere paura e contribuire a mettere le manette ai polsi a chi, senza alcun motivo, ha rischiato di uccidere lo studente 23enne. Glorioso era davanti al The Beach quando, dalla balconata soprastante, è volata la bici elettrica, pesante una ventina di chili, che l’ha colpito in testa. Con lui c’erano alcuni amici e proprio la mamma di uno di loro, Cristina De Peppo, ieri sui social ha lanciato il proprio appello a farsi avanti: «Cresci un bravo figlio che studia medicina al quinto anno, un figlio che in sessione di esami si concede una serata di svago coi compagni. E poi arriva un mostro che te lo ferisce, te lo riduce intubato in terapia intensiva». E lo stesso sostantivo, mostro, è utilizzato da tanti che hanno commentato e condiviso l’appello di questa mamma. Un appello al quale, in qualche modo, si sono uniti anche i carabinieri, incaricati delle indagini: «Invitiamo i giovani che si divertono e che vivono la notte in maniera sana e responsabile a fornire ogni informazione utili all’identificazione dei responsabili – è il messaggio che arriva dal comando provinciale dell’Arma -. Chiunque abbia delle informazioni sul grave episodio può rivolgersi alla stazione Carabinieri più vicina oppure può chiamare il 112. Contiamo molto sul grande senso di responsabilità e civiltà di tutte le ragazze e i ragazzi che vivono le notti torinesi, e li invitiamo a contattarci senza alcun timore. Sarà garantita la massima riservatezza. Ci teniamo a dare una risposta ai genitori di Mauro, a cui stiamo offrendo tutto il nostro supporto». In attesa di una testimonianza che possa dare una veloce svolta, le indagini dei militari comunque sembrano aver imboccato due piste ben precise. La prima ipotesi è quella che ad agire sia stata una delle baby gang che da mesi imperversano nelle zone della movida torinese: ragazzini violenti, spesso sotto l’effetto di droghe e alcol, che hanno più volte mostrato sprezzo del pericolo di fare del male. Non a caso, a indagare sull’episodio dei Murazzi è proprio la stessa task force dei militari che da tempo è stata messa in campo per contrastare il fenomeno delle baby gang e che ha già contribuito all’identificazione e alla denuncia di decine di giovanissimi responsabili di furti, rapine e altre violenze. La seconda pista – che non è per forza alternativa alla prima – è che a tirare quella bicicletta siano stati dei giovani maghrebini che poco prima erano stati respinti all’ingresso del The Beach perché un po’ troppo “su di giri”. Un episodio che si ripete spesso e che non aveva preoccupato particolarmente i dipendenti del locale ma i giovani, è il sospetto, potrebbero aver deciso di vendicarsi cercando di danneggiare il gazebo del locale lanciandovi sopra la pesante bicicletta. Lancio che però ha finito per coinvolgere il povero studente. I carabinieri in queste ore hanno già sentito alcuni testimoni e chiesto alla società noleggiatrice il tabulato degli affitti della bici lanciata, per capire chi e quando l’aveva portata in piazza Vittorio. E soprattutto hanno acquisito i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona, tra cui quella che il 23 febbraio 2019 aveva ripreso la fuga dell’assassino di Stefano Leo. Le immagini mostrerebbero un gruppo di giovani a ridosso del parapetto ma non si vedrebbe con chiarezza il momento del lancio.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo