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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

La svolta di Tavares

Nel giorno in cui dal governo si elegge Mirafiori come sito ideale per i microchip di Intel – e con molto ottimismo riguardo la possibilità di dettare condizioni al colosso e anche alla Germania – e contemporaneamente si annuncia di voler convocare i vertici Stellantis per conoscere le strategie per la filiera automotive, uno dei diretti interessati la tocca pianissimo: la fine del motore elettrico è vicina e la transizione all’elettrico avverrà molto più in fretta di quanto si pensasse, ossia a partire dal 2025, che è come dire domani, in termini industriali. L’Ad di Stellantis ha fatto l’annuncio commentando i brillanti risultati del primo semestre: i ricavi netti sono aumentati del 46% a 75,3 miliardi di euro dai 51,7 miliardi circa del primo semestre 2020, con utile netto di 5,9 miliardi rispetto alla perdita di 813 milioni registrata lo scorso anno. Il risultato operativo adjusted è cresciuto a 8,62 miliardi dai precedenti 752 milioni, con margine del risultato operativo rettificato in aumento di 990 punti base all’11,4%. Stellantis vola, dunque. Ma che cosa accadrà a breve? In attesa dei dettagli del piano industriale, Tavares ha detto chiaramente che non è possibile mantenere lo status quo «o ci mettiamo nei guai. Dobbiamo raggiungere gli obiettivi sulle emissioni di Co2, è un must. Accelerare sull’elettrificazione aumenta i costi del 40% che vanno ammortizzati. Siamo nella giusta direzione». La transizione energetica è quella che finora vedeva una data limite nel non troppo vicino 2035 immaginato dall’Europa, anche se Audi Volkswagen aveva già annunciato di anticipare i tempi. E Stellantis ancora di più. Alfa Romeo sarà interamente elettrica «dal 2027, Lancia dal 2024 – ha detto Tavares -. Dal 2026 faremo solo lanci di auto Bev (ossia come la nuova 500 prodotta proprio a Mirafiori, ndr). Ds dal 2024 avrà solo modelli elettrici». Come cambierà quindi il panorama della produzione? Che destino avranno gli enti centrali? E la progettazione? Nell’ex Fiat gli avvicendamenti generazionali sono già cominciato: un ingresso ogni tre pensionamenti, con largo spazio a esperti di nuove tecnologie e dell’elettrico. Bisognerà riconvertire anche i lavoratori? Dai sindacati giungono note preoccupate: «Stellantis consolida i risultati finanziari ma è alta la preoccupazione per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori e degli stabilimenti in Italia. I risultati positivi in Europa sono trainati principalmente dai modelli del marchio Peugeot e Opel, la situazione degli stabilimenti italiani di Stellantis invece è in netta controtendenza rispetto ai dati finanziari e sta determinando criticità anche per le metalmeccaniche e i metalmeccanici delle aziende della componentistica» sottolineano, in una nota, Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive e Simone Marinelli, coordinatore nazionale Stellantis per la Fiom. I sindacati pongono l’accen – to sul ricorso, che non si è mai fermato, agli ammortizzatori sociali, da Grugliasco, a Cassino e a Mirafiori. La richiesta è di un incontro con governo e proprietà. Forse quel vertice tanto atteso per settembre, cui si guarda con una certa apprensione, come quando finisce davvero un’epoca, non solo per Torino.

andrea.monticone@cronacaqui.it

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