La lunga coda ieri mattina in via Botero al banco dei pegni
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IL CASO Tra chi impegna l’oro o i ricordi di famiglia

La stretta del virus: al banco dei pegni adesso si fa la coda

In prevalenza sono persone anziane e donne. Le banche applicano interessi medi del 10%

La processione in via Botero, di fronte all’agenzia Intesa SanPaolo che offre il servizio di banco dei pegni, non cessa neppure ai tempi del coronavirus. Anzi, le prenotazioni obbligatorie e gli ingressi contingentati, rendono ancora più visibile uno spaccato della realtà cittadina che riguarda chi non ce la fa più. Chi a metà mese non ha più un euro per fare la spesa, chi deve pagare la bolletta scaduta da mesi o l’affitto perché pressato dal padrone di casa oppure chi è finito sotto le grinfie spietate di qualche cravattaro che non vuole sentire ragioni, neppure quella del virus di Wuhan. Di solito, in tempi normali, gli ingressi al banco dei pegni, avvengono con discrezione, ci si infila dentro, senza dare nell’occhio. Gli ingressi programmati, invece, rendono visibile la vergogna di chi vorrebbe nascondersi perché deve impegnare la fede nuziale, unico ricordo della mamma che non c’è più, oppure l’orologio d’oro da taschino appartenuto al nonno. «In prevalenza – spiegano all’agenzia – sono persone anziane o donne».

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