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Il Borghese

La strategia e la serranda

Il “deserto” di Capodanno è colpa dei negozi che hanno tenuto chiuso oppure della mancanza di un evento “trainante”?

Possiamo formulare anche diversamente: negozi e bar tengono chiuso perché sanno che non arriveranno turisti o i turisti non vengono sotto la Mole perché sanno che non troveranno molto?

Al confronto l’interrogativo sull’uovo e la gallina e su chi sia nato prima è roba da prima elementare…

La discussione comunque è aperta: commercianti da una parte e amministratori dall’altra. A sentire le due campane pare onestamente di entrare in un circolo vizioso, in cui in effetti ciascuno dei dibattenti ha ragione. Ma anche torto.

Qualche tempo fa certe discussioni si facevano per l’estate, soprattutto da quando Torino si è scoperta attrattiva. Ma l’inverno e le feste natalizie sono un’altra cosa: chiedere, nel caso, agli operatori della montagna, che accolgono charter di turisti anche dalla Russia, ma se nel pacchetto non è compreso un tour di shopping di livello col fischio che tornano, con buona pace dei nostri monti olimpici.

Come in tutte le cose, serve una strategia. E non certo quella di pianificare turni di apertura e chiusura come per “serranda selvaggia”. Dice bene il presidente di Confesercenti, Giancarlo Banchieri: serve una progettualità, anche in vista di un nuovo sogno olimpico. La regola è una sola: domanda e offerta. Se c’è l’offerta, arriva anche la domanda. E viceversa.

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