Due anni fa la strage del Bardo a Tunisi. Tra le vittime anche due torinesi
Cronaca
“Non siamo stati noi a organizzare l’escursione a Tunisi”

LA STRAGE DEL BARDO. Costa Crociere si difende dalle accuse: “Non organizzammo noi la gita”

Costa Crociere afferma che l’escursione a terra era stata organizzata da un altro operatore, dal quale i partecipanti acquistarono il servizio.

È cominciata in tribunale a Torino la causa civile promossa contro Costa Crociere dai familiari di una delle vittime della strage del Bardo, l’attentato terroristico in cui due anni fa, a Tunisi, morirono quattro italiani. L’iniziativa legale è dei parenti di Antonella Sesino, dipendente del Comune di Torino.

Costa Crociere è stata citata, fra l’altro, per avere organizzato una escursione a Tunisi nonostante i rischi, e per non avere fornito ai partecipanti le informazioni necessarie. “La compagnia – spiega l’avvocato Bertone – aveva offerto alla famiglia Sesino la somma di 150 mila euro a titolo di ‘attenzione’, subordinata pero’ alla rinuncia all’azione giudiziaria. Non abbiamo accettato”. Costa Crociere, che nega qualsiasi responsabilità, si e’ costituita in giudizio

“Non siamo stati noi a organizzare l’escursione a Tunisi”. Questa una delle obiezioni mosse da Costa Crociere nella comparsa di citazione a giudizio presentata in tribunale, a Torino, nella causa promossa dai familiari di una delle vittime della “Strage del Bardo”. La nave ‘Costa Fascinosa’ approdò nel porto di Tunisi durante una tappa della crociera “Dipinto di blu”. Costa Crociere afferma che l’escursione a terra era stata organizzata da un altro operatore, dal quale i partecipanti acquistarono il servizio.

 

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