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Sfruttata una falla nel sistema di sicurezza del servizio di car sharing

LA STORIA. Il mago del computer colpisce Enjoy e prende una 500 gratis per un anno

Il ragazzo è stato scoperto dalla polizia: deve risarcire 20mila euro

Una Cinquecento rossa dell’Enjoy parcheggiata tutte le sere in una via a Mirafiori, un nutrito numero di clienti arrabbiati perché non riuscivano mai a prenotarla e una falla nel sistema di sicurezza del servizio di car sharing. Tutto a opera di un ragazzino abilissimo in informatica, trasformatosi in hacker, un giovane appena patentato e che abita in periferia.

La vicenda non è ancora chiara, né alla polizia postale che segue a caso, né tantomeno ai genitori del ragazzo, perché per riuscire a capire fino in fondo quello che ha combinato bisogna essere un esperto di informatica. Il giovane è riuscito a noleggiare un’auto per un anno intero, in maniera invisibile e senza che nessuno si sia accorto di nulla, se non gli amici che lo vedevano scorrazzare in giro per la città. La giustificazione? «Uso i soldi dei nonni della mia ragazza, sono più tranquilli se sanno che usciamo in automobile». Nessuno si è domandato altro, visto che le preoccupazioni di un nonno per la sicurezza della propria nipote valgono più di qualsiasi altra giustificazione.

CHI E’. Simone – il nome è di fantasia – ha 19 anni, vive nella periferia sud di Torino, frequenta l’ultimo anno da perito informatico in una scuola privata. I suoi genitori, due operai, hanno fatto moltissimi sacrifici per potergliela pagare e per promettere al loro figlio un futuro migliore, scongiurando la catena di montaggio anche per lui. Il ragazzo è stato pedinato per una settimana degli agenti in borghese: servivano gli elementi necessari per poterlo fermare. Una volta entrati in casa hanno sequestrato tutti i computer, compreso il suo cellulare, e poche ore dopo il ragazzo è stato rilasciato. Ora dovrà risarcire l’azienda di noleggio auto per circa 20mila euro, sperando che la vicenda si concluda con il solo risarcimento del danno economico.

Un’aria da secchione, con gli occhiali, silenzioso e innocuo: è questo l’identikit del giovane genio. Sua madre invece, è triste, incredula e soprattutto preoccupata per le conseguenze. «Una ragazzata commenta con gli occhi lucidi e un tono di voce molto basso – io non capisco niente di informatica non ho idea di come abbia fatto. Una cosa è certa: ha capito la lezione perché è molto spaventato e nonostante io sia sua madre devo dire che se lo merita. Deve crescere e imparare che le cose nella vita si ottengono solo con il sudore e con i sacrifici. È ancora molto giovane e questa vicenda lo aiuterà a capire che certe cose non si fanno».

Una cosa è certa: l’investimento per gli studi è servito e il ragazzo oltre a diventare presto un perito informatico potrebbe fare velocemente carriera nel modo dell’informatica.

 

 

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