Christian Bellanova, tecnico
del Bsr Grugliasco
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LA STORIA Il guardalinee del Bra entra in campo per “vendicare” il figlio nella sfida con Bsr Grugliasco

LA STORIA. Giocatore aggredito da un genitore. Maxi rissa nella partita degli Allievi

Dopo alcuni mesi dai fatti di Chisola-Atletico Torino torna la violenza sui campi di calcio giovanile

Ennesimo caso di violenza nel calcio giovanile dilettantistico. La vicenda Chisola-Atletico Torino, partita andata in scena lo scorso 4 dicembre a Vinovo e che ha visto scatenarsi una rissa furiosa in tribuna tra genitori complice un battibecco tramutatosi poi in botte tra Gianluca Piersanti, giocatore in veste di guardalinee e un sostenitore, reo di aver attaccato suo padre, ha fatto strada tanto da essersi ripetuta con tinte diverse ma ugual sostanza domenica 29 gennaio a Grugliasco.

Nei minuti finali della partita di Allievi regionali tra Bsr Grugliasco e Bra infatti il cuneese Simone Viberti ha subito un brutto fallo da parte di Daniele Calosso.

Da qui la reazione di Maurizio, padre di Simone che, in veste di guardalinee, vedendo il figlio a terra, ha perso la testa entrando in campo per aggredire Calosso.

Nel giro di pochi secondi si è scatenata una maxi rissa che ha portato l’arbitro ad espellere Calosso oltre all’allontanamento dal campo di Viberti padre.

Scuote la testa il tecnico del Bsr Grugliasco Christian Bellanova che punta il dito contro un episodio assolutamente da censurare: «Daniele ha fatto un brutto fallo, a gioco fermo, il classico calcio da dietro, ma questo non giustifica affatto la reazione del signor Viberti. Già per regolamento non si sarebbe dovuto  permettere di entrare in campo, poi quello che ha fatto è gravissimo. Ci vuole etica, se non sei in grado di controllarti non assumerti certe responsabilità».

Bellanova poi esce un attimo dall’episodio Calosso-Viberti per denunciare il troppo malcostume che aleggia ogni volta in tribuna viziato dai soliti genitori ultras: «Credo proprio che siano i genitori da fuori a trasmettere tanta tensione. Non esiste che una partita si trasformi in violenza. Ammetto di aver vissuto i fantasmi di Chisola-Atletico Torino, a noi allenatori certe situazioni fanno passare la voglia di andare in campo, secondo me bisognerebbe mandare prima loro a fare un corso per capire che cosa vogliono realmente dal calcio».

A mettere la parola fine al tutto ci ha pensato il responsabile del settore giovanile del Bsr Grugliasco Giuseppe Magnelli che ha accettato le scuse da parte di Viberti padre e della società Bra, augurandosi che certi casi non capitino più.

Per la cronaca, la partita si è chiusa con un pirotecnico 4-4, risultato che rispecchia perfettamente le molteplici emozioni vissute dal primo all’ultimo minuto.

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